mercoledì 28 maggio 2008

Mancini - Moratti: L'Ultima Chiamata

MANCINI: Pronto?
MORATTI: Ciao Roberto, dimmi tutto.
MANCINI: Veramente è lei che mi ha chiamato.
MORATTI: Quando?
MANCINI: Adesso!
MORATTI: E con ciò?
MANCINI: E’ lei che dovrebbe dirmi tutto.
MORATTI: Riguardo cosa?
MANCINI: Non so, decida lei basta che ci sbrighiamo, tra mezz’ora ho un appuntamento con gli amici di Cesare Ragazzi, mi applicheranno in fronte un ciuffo nuovo di zecca ricavato da peli di coda di volpe.
MORATTI: Una sciccheria.
MANCINI: L’allenatore campione d’Italia deve fare la differenza, come un ’75 nei pulcini.
MORATTI: Senti Roberto, dovremmo discutere della prossima stagione, del nostro futuro insieme, dei progetti, delle speranze…
MANCINI: D’accordo Presidente, ma prima di andare avanti credo sia giusto dirle che pongo alcune condizioni.
MORATTI: Va bene, spara.
MANCINI: Non sono armato.
MORATTI: Intendevo dire: sono tutto orecchie.
MANCINI: Buon per lei, così non avrà difficoltà ad ascoltarmi. Allora, in primis, voglio che sia allontanato l’intero staff medico della società.
MORATTI: Oh bella! E perché?
MANCINI: Perché non hanno i requisiti adatti per stare nell’organico di questa società.
MORATTI: Hanno una laurea fasulla?
MANCINI: No, è perfettamente in regola.
MORATTI: Hanno reso invalido qualche giocatore?
MANCINI: No, al momento no.
MORATTI: Sono specializzati in un altro ramo medico?
MANCINI: No, neppure.
MORATTI: Ma allora cos’hanno che non va?
MANCINI: Sono Italiani.
MORATTI: Ah perbacco, è vero, non ci avevo pensato… ma scusa, anche tu lo sei, sbaglio?
MANCINI: Io ho il doppio passaporto, me l’ha lasciato in eredità Recoba quando se n’è andato.
MORATTI: Ok d’accordo, domani licenzio tutti. Poi?
MANCINI: Voglio la cessione di Materazzi.
MORATTI: Perché è Italiano?
MANCINI: Anche, ma nel suo caso questa è solo un’aggravante. Quando abbiamo giocato contro il Siena mi ha fatto imbufalire.
MORATTI: Ah, per via del rigore…
MANCINI: Quale rigore?
MORATTI: Quello che ha sbagliato, no?
MANCINI: Ha anche sbagliato un rigore?
MORATTI: Sì beh, pensavo ti riferissi a quello…
MANCINI: Ma quale rigore, io mi riferisco al look con cui è sceso in campo, eppure avevo chiesto a tutti di presentarsi ben curati il giorno della festa, se non abbiamo festeggiato quel giorno è tutta colpa sua. Ma se lo ricorda? Barba incolta, capelli in aria, occhio spalancato manco si fosse tirato l’intera raffineria di Pablo Escobar…. E che diavolo!
MORATTI: D’accordo d’accordo, domani lo convoco.
MANCINI: L’ha già convocato Donadoni.
MORATTI: E’ già stato acquistato da qualcun altro??
MANCINI: Presidente, lo ha convocato in Nazionale.
MORATTI: Quale Nazionale?
MANCINI: Quella Italiana.
MORATTI: Che vergogna! Un nostro giocatore nella Nazionale Italiana… è proprio giunto il momento di dirgli addio prima che ci rovini definitivamente l’immagine.
MANCINI: Benissimo, abbiamo quasi raggiunto l’accordo.
MORATTI: Che altro resta?
MANCINI: Un’ultima condizione, una cosa di poca importanza, non credo avrà problemi ad accontentarmi.
MORATTI: Dimmi cos’è.
MANCINI: Che ci fa sentire uniti anche se non ci conosciamo, dimmi cos’è…
MORATTI: Vuoi cambiare l’inno dell’Inter??
MANCINI: No, no, ci mancherebbe.
MORATTI: Ah beh, allora spara.
MANCINI: Glie l’ho già detto, non sono armato. Non ancora, almeno.
MORATTI: Sì va bene, sputa il rospo.
MANCINI: Non è mia abitudine mangiare rospi, ho paura che sia un principe vittima di un incantesimo e non vorrei sembrare un cannibale.
MORATTI: Insomma Roberto, qual è l’ultima condizione??
MANCINI: Voglio che lei parli con Soros e che lo convinca ad acquistare l’Inter invece della Roma, non possiamo permetterci il lusso di avere un presidente Italiano.
MORATTI: Oh cavolo, non ci avevo pensato… è vero, io sono Italiano! Proverò a chiedere a Lele se riesce a farmi avere un passaporto Tunisino, ok?
MANCINI: Impossibile Presidente, ho parlato poco fa con lui e mi ha detto che è in una casa di cura, sta cercando di smettere.
MORATTI: Io non voglio cedere l’Inter, ho ancora tanti soldi da spendere e tanti progetti da portare avanti, voglio comprare un albergo in parco della vittoria, voglio avere tutte e 4 le stazioni, voglio corso magellano, viale augusto, corso impero, viale vesuvio, largo colombo, via accademia, vicolo stretto, tutti i cartellini degli imprevisti e delle probabilità, voglio andare in prigione senza passare dal via…
MANCINI: Presidente, non vedo altre soluzioni.
MORATTI: Io sì: licenzio te, mi approprio del passaporto che ti aveva lasciato Recoba, compro un allenatore straniero e dichiaro alla stampa che da oggi all’Inter sono in vigore le leggi razziali contro gli Italiani. Eh lo so, qualche volta il mio acume stupisce persino me stesso…

0 commenti: