venerdì 29 febbraio 2008

Una Giornata Con Massimo

Il racconto che segue lo scrissi circa 3 mesi fa, ma siccome l'ho ritrovato per caso solo ieri e non ricordo se l'ho mai pubblicato ve lo ripropongo...


ORE 7.42: Massimo si alza dal letto per andare a rispondere al telefono: come ogni mattina, risponde e parla per 25 minuti prima di accorgersi che all’altro capo del telefono c’è soltanto la voce registrata della sveglia telefonica.

ORE 8.08: Consueta sosta al gabinetto: Massimo si accende una sigaretta, quindi aprendo il rubinetto si getta un pò d’acqua fresca in faccia. Imprecando per l’incauto spreco di tabacco getta a terra la sigaretta bagnata, si asciuga il viso con un asciugamano e se ne accende un’altra mentre si pulisce le orecchie con le dita. Esce dal bagno con la sigaretta accesa e fumante che spunta dall’orecchio destro. Di lavarsi i denti non se ne parla, l’ultima volta che è stato avvistato uno spazzolino nella sua toilette Paul Mc Cartney andava all’asilo.

ORE 8.13: Suona il cellulare: Lele avverte il boss che i documenti per l’espatrio in caso di necessità sono pronti. Serve solo la sua firma, poi toccherà a lui scegliere la nuova nazionalità.

ORE 8.21: Esce di casa e salendo in auto si accende una sigaretta, poi si ricorda di non aver fatto colazione e torna indietro.

ORE 8.42: Esce di casa e salendo in auto si accende una sigaretta, poi si ricorda di non aver preso il cellulare e torna indietro.

ORE 8.54: Esce di casa e salendo in auto si accende una sigaretta, poi si ricorda di non aver dato da mangiare al cane e torna indietro.

ORE 9.11: Esce di casa e salendo in auto si accende una sigaretta, fa due metri e poi si ricorda di non aver fatto benzina (proprio lui!!) e resta a piedi.

ORE 9.17: Torna in garage e prende la seconda automobile, fa due metri e poi si accorge che l’altra vettura gli ostruisce il passaggio.

ORE 9.19: Rendendosi conto che la vettura è troppo pesante per essere spinta a mano, va a prendere il cane e lo lega con una catena al cofano anteriore ordinandogli di spingere. Passano 5 minuti buoni prima che si accorga di aver preso il gatto anziché il cane.

ORE 9.32: Torna indietro a prendere il cane ed, effettuata la sostituzione, tenta nuovamente di convincere l’animale a spingere l’automobile. Pur con tutto l’impegno possibile, il chihuahua stramazza al suolo esanime dopo un paio di minuti senza essere naturalmente riuscito nell’intento.

ORE 9.35: Un vicino di casa, che stava assistendo alla scena sin dalle prime battute, lo convince che l’animale migliore per questo tipo di operazioni è il cavallo: lega quindi la catena intorno al collo di Massimo (che nel frattempo si è acceso una sigaretta) e gli ordina di spingere. Finalmente, dopo una decina di minuti, l’automobile non ingombra più la strada.

ORE 9.47: Ringraziando il vicino per il saggio consiglio, sale sulla sua automobile e si avvia al lavoro. Percorsi un centinaio di metri sente suonare il telefonino, si distrae per rispondere e travolge il chihuahua che, rianimatosi, stava scappando di casa.

ORE 9.50: Bestemmiando in serbocroato, lingua che gli è stata insegnata da Darko Pancev, Massimo si accende una sigaretta e fa retromarcia per evitare di calpestare con le gomme la povera bestia agonizzante ma così facendo travolge il gatto, che stava seguendo l’esempio del chihuahua. Nello scontro il patron nerazzurro batte la testa contro il vetro provocandosi una ferita al sopracciglio con copiosa fuoriuscita di sangue.

ORE 9.52: Il vicino di casa, che stava ancora assistendo alla scena, allerta la protezione animali.

ORE 10.21: Giunti nel luogo dell’incidente, i vigili circondano Massimo e lo conducono all’interno del loro furgone. Interviene il vicino di casa per avvertire loro che gli animali feriti sono quelli che si trovano accanto alle gomme dell’automobile.

ORE 10.26: Chiarito l’equivoco, i militi redigono il verbale d’infrazione.

ORE 10.27: Massimo contesta la multa, si accende una sigaretta e chiama Roberto al telefono.

ORE 10.42: Roberto convoca una conferenza stampa denunciando i torti subiti dal suo presidente.

ORE 10.49: Guido chiama al telefono il comandante della protezione animali locale.

ORE 10.51: La multa a Massimo viene revocata, mentre al vigile che ha redatto il verbale vengono tolti 12 punti dalla patente con l’invito a presentarsi in questura tutti i giorni per i prossimi 6 mesi.

ORE 10.55: Viene tratto in arresto il vicino di casa: la telefonata ai vigili è stata intercettata e l’uomo è accusato di spionaggio industriale.

ORE 11.00: Dopo le scuse dei militi, Massimo è finalmente libero di raggiungere la Pinetina.

ORE 13.10: Massimo raggiunge la Pinetina, che dista a 2 km da casa sua. Durante il tragitto al presidente sono state comminate 18 diverse infrazioni al codice stradale: tutti i verbali sono stati stralciati dopo l’intervento del solito Guido che ha minacciato i militari di contraffare le loro carte d’identità rendendoli cittadini del Burkina Faso e revocando loro il permesso di soggiorno.

ORE 14.48: Al termine della sessione di allenamento, Massimo si reca al ristorante per il pranzo. Con lui a tavola ci sono l’amico di sempre Lele e gli ambasciatori di 28 paesi esteri, la discussione verte sulle problematiche di acquisizione della nazionalità Italiana da parte dei giovani giocatori acquistati dall’Inter: Lele assicura i presenti che non ci saranno problemi a nazionalizzare tutti i 784 calciatori presenti nei campionati dei 28 paesi.

ORE 16.02: Roberto chiama Massimo al telefono, lamentando lacune tecniche nell’organico a disposizione. Assicura però che con l’acquisto di Deco, Mexes, Cristiano Ronaldo, Lampard, Gerrard, Ronaldinho, Messi, Iker Casillas, Eto, Carvalho, Luisao, Kanu, Matthaus, Klinsmann e Beckenbauer i problemi sarebbero risolti e la Champions diventerebbe un obbiettivo raggiungibile.

ORE 16.48: Adriano chiama Massimo al telefono, lamentando lacune tecniche nella testa del suo allenatore. Assicura però che con l’acquisto di un mister vero e non da playstation il suo posto da titolare diventerebbe un obbiettivo raggiungibile.

ORE 17,32: Guido chiama Massimo al telefono, lamentando lacune tecniche nella procedura di rilevamento dei complotti di Luciano Moggi. Assicura però che con l’acquisto di 200 nuove cimici i prossimi tre campionati diventerebbero un obbiettivo raggiungibile.

ORE 18.01: Accendendosi un sigaro Massimo si reca nel suo ufficio per iniziare il suo turno di lavoro. Nel suo studio personale campeggia una scritta: “Il lavoro nobilita l’uomo”.

ORE 18.03: Termina il turno di lavoro. Il minuto di straordinario è dovuto alla telefonata di un azionista curdo che si lamentava per essere finito sul lastrico. Per risolvere i suoi problemi Massimo decide magnanimamente di ingaggiarlo mettendolo a disposizione di Roberto.

ORE 20.00: Massimo si reca a cena nel bar sottocasa. Improvvisamente, un uomo che siede accanto al suo tavolo si alza in piedi e gli consegna il proprio cellulare invitandolo ad intercettarlo. Massimo gli chiede per quale squadra faccia il tifo, l’uomo risponde di essere Juventino e allora, accendendosi una canna, il patron nerazzurro gli infila una mano nella tasca posteriore dei calzoni estraendone un microfono portatile.

ORE 23.15: E’ giunta l’ora di andare a dormire dopo l’ennesima difficile giornata. Chiudendo gli occhi, Massimo rivolge una preghierina a San Guido protettore degli intercettatori e a San Lele protettore dei profughi e degli sbarcati. Prima di addormentarsi Massimo riceve un’ultima telefonata, è Roberto che gli ricorda di inserire anche un paio di spacciatori nigeriani tra gli acquisti de affettuare nella prossima sessione di mercato.

ORE 00.49: L’intervento dei vigili del fuoco è provvidenziale: Massimo si è addormentato con un cubano acceso tra le dita e le fiamme hanno in breve tempo bruciato lenzuola e pigiama del presidentissimo. Ad avvertire i pompieri è stato il vicino di casa rilasciato un’ora prima dai carabinieri, l’uomo aveva visto una nube di fumo alzarsi dalla casa e pensava che il cervello del boss si fosse fuso definitivamente rispondendo ai quiz di Melita Toniolo su Italia 1.

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