martedì 8 novembre 2011

Napoli-Juve, gara rinviata per pioggia. Ecco i dettagli dell'intensa mattinata!

ORE 06:40: Mazzarri si alza dal letto e convoca i giocatori in aula magna;

ORE 06:55: Tutti presenti. Mazzarri apre il registro e comincia l’appello. Fuori dall’aula il sole fa capolino sul San Paolo;

ORE 07:01: All’appello mancano Gargano, Lavezzi e Cannavaro. Il primo ha inviato il certificato dell’INAIL, gli altri due risultano al momento assenti senza giustificazione. Bigon si alza per andare dal Preside;

ORE 07:02: Lavezzi entra di corsa in aula con un foglio di ritardo firmato da De Laurentiis. Si era attardato alla convocazione per via di un affaticamento post-Bayern che gli ha impedito di arrivare in tempo e ha dovuto farsi dare un passaggio in motorino da De Laurentiis;

ORE 07:15: Mazzarri ufficializza il rompete le righe e invita tutti allo stadio per l’allenamento di rifinitura;

ORE 07:45: Inizia l’allenamento di rifinitura;

ORE 07:50: Finisce l’allenamento di rifinitura. In 12 lamentano affaticamenti muscolari vari, due si sono stirati, tre hanno richiesto massaggi supplementari mentre uno dall’identità incerta si è addormentato nel cerchio di centrocampo;

ORE 08:01: Al rientro negli spogliatoi, un tuono in lontananza squarcia la mattinata estiva. Mazzarri controlla con l’iphone le previsioni del tempo;

ORE 08:04: Il tecnico azzurro chiama De Laurentiis per informarlo che ad Avellino è previsto un acquazzone per le 5 del pomeriggio;

ORE 08:05: De Laurentiis se ne sbatte le palle;

ORE 08:06: Mazzarri aggiunge che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 08:07: De Laurentiis si dice estremamente preoccupato per l’acquazzone di Avellino e rassicura il tecnico che informerà le autorità competenti;

ORE 08:14: De Laurentiis chiama Bigon per informarlo che ad Avellino è prevista pioggia incessante per l’intera giornata e che a Salerno è stata allertata la Protezione Civile;

ORE 08:15: Bigon si dice rammaricato ma, fondamentalmente, se ne sbatte;

ORE 08:16: De Laurentiis aggiunge che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 08:17: Bigon si dice estremamente preoccupato per le piogge di Salerno e di Avellino e rassicura il presidente che informerà le autorità competenti;

ORE 08:21: Bigon chiama il prefetto di Napoli De Martino per informarlo che Avellino è completamente allagata, che Salerno è sotto il livello del mare e che a Napoli è previsto un temporale per la mattinata;

ORE 08:22: De Martino assicura Bigon sul fatto che la città non avrà problemi ad affrontare un temporale;

ORE 08:23: Bigon aggiunge che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 08:24: De Martino si dice estremamente preoccupato per la pioggia in arrivo nel capoluogo campano e rassicura il dirigente azzurro che informerà le autorità competenti;

ORE 08:30: De Martino chiama De Magistris per informarlo che Avellino e Salerno sono state colpite da un’onda anomala provocata da uno tsunami nel Tirreno e sono state completamente cancellate dalla carta geografica, aggiungendo che a Napoli si prevede l’arrivo dell’uragano Katrina direttamente da Hollywood, California;

ORE 08:31: De Magistris chiede a De Martino dove è previsto lo sbarco di Katrina e se è il caso di andarla ad attendere in porto con qualche rappresentante della giunta comunale;

ORE 08:32: De Martino informa il sindaco che “Uragano Katrina” non è un’attrice né una lottatrice di wrestling, ma un ciclone tropicale;

ORE 08:33: De Magistris si dice dispiaciuto per le popolazioni di Avellino e Salerno, ma affatto preoccupato per la tempesta in arrivo in quanto le mura della città napoletana sono solide;

ORE 08:34: De Martino aggiunge che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 08:35: De Magistris si dice profondamente preoccupato per l’arrivo di Katrina, in quanto le mura della città napoletana potrebbero non reggere e rassicura il prefetto che chiederà consiglio ai maggiori esperti a sua disposizione;

ORE 08:35: Dopo una seria, profonda e ponderata riflessione su tutti gli aspetti della vicenda, De Magistris convoca l’assessore alla sicurezza del comune campano Narducci nel suo ufficio;

ORE 09:00: A Capo Posillipo i “vu cumprà” intrattengono i bagnanti con musica etnica e bistecche cotte al sole senza l’ausilio di fornelli o bracere;

ORE 09:15: Giuseppe Narducci entra nell’ufficio di De Magistris con ancora indosso il costume;

ORE 09:16: De Magistris perplesso chiede all’assessore di spiegare il suo abbigliamento;

ORE 09:17: Narducci si giustifica dicendo di aver approfittato della giornata per la tintarella;

ORE 09:18: De Magistris rimarca la sua perplessità per la decisione dell’assessore di indossare il due pezzi, ma decide di accantonare momentaneamente la cosa per informarlo sull’immane tragedia che sta per abbattersi sul capoluogo campano;

ORE 09:57: De Magistris sta ancora spiegando a Narducci gli effetti del disastro naturale in arrivo;

ORE 09:58: Alla frase: “e io vidi quando si aprì il sesto sigillo, che si fece un gran terremoto, e il sole si fece nero come un cilicio di crine, e la luna si fece come sangue” Narducci interrompe il sindaco dicendo di aver chiaro il quadro della situazione, ma di non capire quale possa essere il suo ruolo nella vicenda;

ORE 09:59: De Magistris aggiunge che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 10:00: Narducci si dice estremamente preoccupato per l’arrivo dei Cavalieri dell’Apocalisse, ma ammette di non sapere dove sbattere la testa;

ORE 10:01: De Magistris gli lancia un vaso che lo centra in fronte;

ORE 10:02: Colto da illuminazione, Narducci butta la l’idea: “Rinviamo la partita!”;

ORE 10:03: De Magistris ammette che si tratta di un’idea illuminante, e promette di convocare un consiglio straordinario per le ore 12;

ORE 10:20: La segreteria del sindaco convoca tutti i consiglieri alla riunione straordinaria delle 12;

ORE 10:35: A Bagnoli alcuni eletti, unti di crema abbronzante, inscenano un sit-in di protesta;

ORE 11:00: La segreteria del sindaco convoca i rappresentanti del Napoli Calcio alla riunione straordinaria delle 12. Viene inoltre chiesto alla società campana di fornire i numeri di fax di Juve e Lega, per avvertirli del vertice imminente;

ORE 11:01: La società campana fornisce i numeri richiesti;

ORE 11:02: Al primo numero risponde la segreteria telefonica: “siamo spiacenti, ma la società da lei chiamata è momentaneamente irraggiungibile, in quanto in trasferta a Padova”. Al secondo numero invece il fax viene ricevuto, ma dopo qualche secondo arriva la risposta: “Mi sun lumbard… De Magistris terùn!”;

ORE 12:00: Inizia il vertice d’emergenza. La segreteria avverte i presenti che Lega e Juventus hanno declinato l’invito, riponendo massima fiducia sulle decisioni delle autorità locali;

ORE 12:01: Prende la parola De Magistris, illustrando ai presenti i piani di evacuazione della città;

ORE 12:02: Prende la parola De Martino, illustrando ai presenti le zone della Campania dove la Protezione Civile sta allestendo le tende per gli sfollati;

ORE 12:03: Prende la parola Massimo Marrelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, invitato appositamente in qualità di tuttologo e consigliere, dichiarando che trova vagamente premature le decisioni appena prese;

ORE 12:04: Il consiglio informa il Rettore che la forma dei calciatori del Napoli è piuttosto preoccupante;

ORE 12:05: Marrelli dichiara di trovare decisamente tardive le decisioni appena prese;

ORE 12:06: De Magistris chiede al Napoli di relazionarlo sullo stato del San Paolo;

ORE 12:07: Bigon dichiara che lo stadio è completamente allagato, tanto che Lavezzi è da stamattina che sta provando i tuffi dal settore ospiti;

ORE 12:08: Narducci fa notare che a Napoli sono almeno 12 ore che non piove;

ORE 12:09: Bigon risponde che sono stati lasciati volutamente aperti i rubinetti dell’acqua dalla settimana scorsa, a scopo precauzionale;

ORE 12:10: Narducci propone di incolpare Moggi per questa dimenticanza, per il maltempo in arrivo e anche per la fogna otturata in via Chiatamone;

ORE 12:11: De Magistris chiude il vertice e convoca la stampa;

ORE 12:25: Davanti ai giornalisti presenti, De Magistris afferma che la partita Napoli-Juventus è stata rinviata per le cattive condizioni meteo previste per la serata. Il recupero della gara verrà effettuato a suo dire in data 14 dicembre, dopo che i presepisti napoletani avranno terminato la realizzazione della statua di De Laurentiis sopra il San Paolo alla guida di un canadair.

domenica 30 ottobre 2011

Post Inter-Juve, vertice in casa nerazzurra per affrontare la crisi

MORATTI: “Benvenuti a tutti, vi ho convocati qua in sede per discutere sui provvedimenti da prendere in seguito all’ennesima bastonata presa in campionato, per giunta ad opera della Juventus contro la quale non riusciamo più a vincere dal 1948. Qualcuno ha qualcosa di sensato da dire?”
PAOLILLO: “Squaksgnaksquakscialve prescidente”
BRANCA: “Se cerca qualcosa di sensato presidente non conti su di me eh”
TRONCHETTI: “Io mi chiamo fuori”
RANIERI: “Io invece Claudio”
MORATTI: “Io Massimo. Dicevo, come la risolviamo la situazione?”
TRONCHETTI: “Beh, io potrei chiamare in Telecom e vedere se riusciamo ad organizzare qualcosa con Guido… è l’unica cosa di intelligente che mi viene in mente, perché onestamente la squadra mi sembra sia alla frutta”
BRANCA: “Io direi che abbiamo superato pure i rutti”
RANIERI: “Va beh, pazienza”
BRANCA: “No quello gioca con la Juve, non possiamo acquistarlo”
MORATTI: “Mmmmh Marco, direi di darci un taglio con le intercettazioni che ormai non le prende più per buone neppure Guariniello. Tu Paolillo, hai qualcosa da aggiungere?”
PAOLILLO: “Squaksgnacksciecondo gnme dobbiamo cognmprare Mesci Ronnaldo e Battistutta squacksgnacke gnpurgne Rizzoli gnà che sci sciamo”
TRONCHETTI: “Io non ho capito una mazza, scusate”
MORATTI: “Va bè, non è che sia sta gran novità eh”
BRANCA: “Scusate, io ho un’idea brillante: chiamiamo la gazzetta dello sport, ci lamentiamo perché Rizzoli non ci ha dato una rimessa laterale che poteva cambiare la partita, la buttiamo in caciara come al solito, quattro piagnistei e nessuno pensa più alla sconfitta. E domenica prossima, Panolada! Che ne dite?”
RANIERI: “Dev’esserti andato definitivamente in pappa il cervello”
MORATTI: “E invece Marco non ha tutti i torti. Se l’arbitro ci avesse accordato la rimessa laterale Obi l’avrebbe data a Maicon, Maicon a Cambiasso, Cambiasso a Nagatomo, dribbling ubriacante sulla destra, cross al centro, Buffon esce male arriva Pazzini di testa…. GOOOOOOOLLLLLL!!!!! 2-1 per l’Inter!! SI GONFIA LA RETE!!!! GOOOOOOOLLLLLLLLLLL!!!!!!!!!!! IL PAZZO IN GOOOOOLLLLL!!!!”
PAOLILLO: “squaaaaaacckkkkkk!!!!!!!”
TRONCHETTI: “Chiamate la Neuro, svelti”
RANIERI: “Si calmi presidente, la pressione le è salita a 220 e le esce fumo dalla testa!”
TRONCHETTI: “Quella è la sigaretta che ha nell’orecchio, idiota”
RANIERI: “E la tiene accesa?”
TRONCHETTI: “Sì, ogni tanto la prende, tira una boccata e poi la rimette lì”
RANIERI: “Ora si spiegano tante cose…”
MORATTI: “Scusate scusate, mi sono fatto trasportare dall’emozione. Dicevo, avete in mente qualcosa di intelligente per affrontare la crisi?”
PAOLILLO: “Squaksgnacksciecondo gnme dobbiamo cognmprare Mesci Ronnaldo e Battistutta squacksgnacke gnpurgne Rizzoli gnà che sci sciamo”
BRANCA: “Cazzo è più comprensibile il telegiornale di Al Jazeera che un discorso di Paolillo, almeno lì ogni tanto ci sono le figure”
TRONCHETTI: “Io ho cominciato a risparmiare i soldi sulle telefonate, sto addestrando una squadriglia di piccioni”
RANIERI: “Ciò spiega anche il motivo per cui il Meazza ultimamente è pieno di mer…”
MORATTI: “Marco, io intendevo la crisi dell’Inter, non quella economica”
TRONCHETTI: “Ah quella, io il consiglio ve l’ho dato, se non mi volete dare retta fate voi… l’ultima volta mi pare che abbia funzionato la cosa”
MORATTI: “No no, stavolta niente intercettazioni e niente tavolini, dimostriamo a tutti che possiamo vincere anche senza passare per i tribunali: da domani Branca ti rivoglio attivo sul mercato come ai bei tempi, ok?”
PAOLILLO: “squaksgnackgnuffgnom mi sciembra la scioluscione migliore, gnon è che i bei squaaaakkgntempi di Branca sciano proprio indignmenticabili eh”
BRANCA: “Silenzio te topo Gigio e togli il limone dalla bocca quando parli. Agli ordini presidente, da domani mi metto subito al lavoro: ho già visto parecchi filmati su youtube e credo di aver già individuato gli eredi di Helveg, Van der Meyde, Brechet e Farinos!”
RANIERI: “Io tenderei a dimettermi, se non vi dispiace”
TRONCHETTI: “Mancano Di Caprio e la Winslet e siamo al completo…”

domenica 17 ottobre 2010

Tipologia di Interista - analisi di una tifoseria

La VITTIMA: Alcuni tratti di questa tipologia di tifoso sono comuni al 99% dell’intera tifoseria nerazzurra. L’interista-vittima si sente perennemente assediato, tanto che ha recintato col filo spinato persino la sua camera da letto. Egli è convinto che Moggi stia costantemente tramando nell’ombra, ragion per cui tiene le luci di casa sempre accese contribuendo al risanamento dei bilanci dell’ENEL. Durante l’autunno organizza quotidianamente delle bonifiche nel proprio appartamento, perché su internet ha letto che settembre e ottobre sono i periodi in cui le case si riempiono di cimici e a lui non va giù che qualcuno ascolti ciò che succede tra le sue mura;

L’ANTIJUVENTINO: Tipologia di interista più frequente di quanto si pensi. Trattasi di tifoso costantemente ossessionato dal bianconero: fino all’introduzione delle immagini a colori l’anitjuventino non aveva in casa neppure un televisore, per cui per vedere la propria squadra giocare una finale di Champion’s ha dovuto attendere tutta la vita. Il suo quotidiano preferito è la Gazzetta dello Sport, e non solo perché è di Milano ma anche perché è l’unico che non ha i caratteri neri stampati su sfondo bianco. Dopo aver appreso il significato della parola Juventus, egli ha anche impedito ai propri figli di partecipare ai giochi della gioventù, obbligandoli a prendere parte alle gite organizzate dall’INPS;

Il RINGALLUZZITO: Qualche anno fa il ringalluzzito era sull’orlo di una crisi maniaco-depressiva, dovuta ai tanti anni di digiuno da vittorie. Adesso sembra che stia un po’ meglio, ciononostante viene tenuto costantemente sotto osservazione dagli specialisti che lo avevano in cura per evitare ricadute qualora la sua squadra riprendesse a giocare sugli abituali standard di mediocrità;

Il GAZZETTARO: L’interista gazzettaro è colui che trae le sue informazioni leggendo solo ed esclusivamente il quotidiano milanese. Egli è convinto che il Rompipallone di Gene Gnocchi sia una rubrica d’attualità e che Beppe Severgnini sia un intellettuale prestato al mondo del calcio. E’ così attratto dal rosa che ha imparato ad andare in giro vestito con lo stesso colore, per pubblicizzare un po’ il suo giornale preferito: l’inconveniente principale è che anche nell’intimità veste di rosa, per cui in genere le donne tendono a prenderlo poco sul serio;

Il RANDAGIO: L’interista randagio è colui che si traveste da tifoso di un’altra squadra e va in giro per i forum del web cercando di mischiarsi tra la folla. La sua cronica mancanza di intelligenza lo porta ad essere scoperto quasi sempre, ragion per cui si può dire che goda a beccarsi insulti dagli altri. Il randagio ha una vita sociale paragonabile a quella di un eremita, con la differenza che non se l’è scelta da solo: si atteggia a compagnone, ma in genere risulta gradito quanto un virus in una stanza asettica;

Lo ZIZZANOLOGO: Parente stretto dell’interista randagio, lo zizzanologo si differenzia dal collega in quanto le sue incursioni tra le file nemiche sono finalizzate esclusivamente a gettare scompiglio tra le file avversarie, attraverso la diffusione di notizie destabilizzanti ancorchè completamente inventate. La sua caratteristica di “toccata e fuga” risulta particolarmente apprezzata nell’ambiente del tifo interista, un po’ meno dalla fidanzata che nell’intimità lo ha ribattezzato “Fastweb”;

Il VIAGRA: Tipologia di tifoso in grado di eccitare gli animi dei colleghi al suo semplice apparire. Ogni suo intervento è foriero di novità clamorose: “Messi si è incontrato con Moratti e ha firmato!”, “Moggi è stato chiuso in gattabuia!”, “Mourinho potrebbe tornare all’Inter!”. I suoi scoop sono attendibili quanto quelli di Klaus Davi, ciononostante le sue informazioni generano una fibrillazione che neppure un discorso di Obama sull’Area 51. Si vanta di avere amicizie “molto in alto”, ciò che non specifica però è che queste amicizie “molto in alto” sono un paio di hostess dell’Alitalia;

L’AGGRESSIVO: Dall’interista aggressivo è bene tenersi a distanza, se non si vuole fare amare scoperte circa il proprio albero genealogico. Non gli piace essere contraddetto, difatti un paio di volte è finito in ospedale per essersi preso a cazzotti da solo dopo una furiosa rissa con la sua coscienza. L’interista aggressivo protegge gelosamente i suoi spazi, delimitando il suo territorio attraverso abbondanti pisciate sull’altrui proprietà. Nel 2005, durante una contestazione alla società, ha preso a randellate sui denti il suo Presidente, ed è per questo che da quel giorno il povero Moratti porta una dentiera;

Il GIURISTA: Figura di riferimento per tutti quegli interisti che devono controbattere agli attacchi degli Juventini riguardo a “Calciopoli 2”. L’interista giurista ha studiato diritto civile leggendo gli articoli di Paolo Ziliani e ha appreso le nozioni fondamentali circa i criteri di investigazione da Topolino. Nelle discussioni sul processo di Napoli si materializza all’improvviso tra ali di gente osannante, risponde ai quesiti riassumendo l’ultimo editoriale di Ruggiero Palombo e se ne va lasciando i fedeli alla mercè del nemico, più disorientati di un ubriaco nella stanza degli specchi;

L’INTERCETTATORE: L’interista intercettatore è il tipo di tifoso convinto che per risolvere una questione basta mettere un microfono nella tasca dell’avversario. Un campionato, una coppa, un torneo amichevole… all’intercettatore importa poco il valore del titolo in sé, il suo interesse è l’eliminazione fisica dell’avversario. Quando entra in un negozio per acquistare un prodotto, al momento della contrattazione del prezzo ricatta il proprietario minacciandolo di divulgare ai media informazioni sulla sua vita privata;

Il BARO: Tifoso da tenere accuratamente sotto controllo. L’interista baro ha più carte d’identità di Totò Riina, tanto che a scuola quando l’insegnante fa l’appello risponde presente almeno una decina di volte. Durante l’ora di educazione fisica vince tutte le gare con i compagni, poiché riesce a figurare nel registro di classe sia come alunno che come professore. Contro l’interista-baro non esistono rimedi efficaci, tutt’al più si possono seguire alcune semplici raccomandazioni: ad esempio, non consegnategli documenti validi, nel giro di qualche ora potreste ricevere il foglio di via dai carabinieri;

Il MOURINHISTA: Trattasi di tifoso indignato per l’addio del tecnico portoghese: “Ma come, una volta tanto che non facciamo figuracce in Europa mandiamo via l’allenatore?”. Il Mourinhista detesta Benitez, ha l’incubo del ritorno di Mancini e organizza messe nere contro Calderon. A furia di dedicare appassionati sonetti d’amore al suo Josè ha contratto il diabete;

Il TERZOMONDISTA: Sposa in pieno la linea del Presidente Moratti, tesa ad acquistare calciatori rigorosamente di nazionalità straniera. Gira per i campi di tabacco della Valpadana alla ricerca di nuovi talenti da proporre a Marco Branca, detesta l’inno di Mameli che vorrebbe sostituire con il “Waka Waka” di Shakira e dall’esperienza di vedere una partita della sua Inter in collo a Taribo West ha scritto un libro di enorme successo “Io speriamo che me lo cavo”;

Il CONTESTATORE-NAZIONALISTA: In opposizione al terzomondista c’è la figura del contestatore-nazionalista, che rimprovera alla società di puntare poco sul prodotto interno lordo. Allo stadio porta sempre uno striscione a cui è particolarmente affezionato, teso a consigliare la formazione all’allenatore: “Materazzi e Castellazzi e sono cazzi!”;

Il BALOTELLIANO: Voce critica del tifo nerazzurro, l’interista-balotelliano non disdegna di guardare le partite della beneamata indossando la maglia del Milan. Va di rado allo stadio, preferendo la poltrona di casa dalla quale inveisce contro tutto e tutti, in particolar modo contro l’allenatore dell’Inter. Durante i 90 minuti riesce a scolarsi anche tre lattine di birra per volta, non tanto per ubriacarsi quanto per riuscire a ruttare più forte. Solitamente guarda la partita da solo, gli amici lo evitano per paura di essere mandati affanculo a causa di una sostituzione;

Il DISSOCIATO: Categoria di tifoso che ha perso completamente il contatto con la realtà. “Siamo la squadra più tifata del pianeta”, “Sneijder è il giocatore più forte di tutti i tempi”, “Abbiamo più scudetti della Juve perché i loro sono tutti rubati e più Champion’s del Milan perché a loro le hanno regalate”. L’interista dissociato racconta della grande Inter e dei geniali schemi tattici di Helenio Herrera, anche se ha solo 13 anni e l’unica partita che ha visto è quella tra Mappet e Newteam;

Il LANCIATORE: L’interista lanciatore ha partecipato ai campionati regionali di “lancio del motorino”, con risultati più che eccellenti. Si è poi dilettato con un certo successo nella specialità “lancio del petardo e del fumogeno”, ma le vittorie sono arrivate solo dopo che i suoi allenatori hanno scoperto che i suoi tiri avevano una precisione più accurata se di fronte a lui veniva piazzata la sagoma del portiere del Milan;

Il TELEGENICO: Assiduo frequentatore dei salotti televisivi, l’interista telegenico si considera un grande esperto di calcio e allo stesso tempo un raffinato umorista. Interrompe le riflessioni altrui con battute che capisce soltanto lui, è evasivo nel dare risposte a domande più lunghe di 5 parole e cambia discorso quando l’argomento sono i favori arbitrali alla sua squadra. L’interista telegenico è un accanito sostenitore della pluralità di informazione, e difatti sono pochissimi gli ex calciatori nerazzurri (Bergomi, Beccalossi, Altobelli, Ferri, Berti, Serena, Collovati, Bagni, Zenga, Tardelli e Suarez) che presenziano nelle varie trasmissioni sportive.

martedì 12 ottobre 2010

Tipologie di Juventino - analisi di una tifoseria

Il DELPIERISTA: E’ lo Juventino che ha dettato ai miscredenti le dieci regole di vita. Non avrai altro Capitano all’infuori di Lui. Non nominare il nome del Capitano invano. Non bestemmiare dicendo che Alex è vecchio. Ricordati di santificare le partite in cui gioca da titolare. Non desiderare il Capitano d’altri. Il giorno in cui Alex attaccherà le scarpette al chiodo il delpierista si appenderà al muro;

l’ANTIDELPIERISTA: Per l’antidelpierista ogni male del mondo è riconducibile a Del Piero. La Juve gioca male? Colpa di Del Piero. Non lottiamo per lo scudetto? Colpa di Del Piero. L’Inter ha 10 punti più di noi? Colpa di Del Piero. Sono ascrivibili a “colpe di Del Piero” anche le carestie, la fame nel mondo, il terremoto ad Haiti e lo scoppio di una supernova nella costellazione di Orione. Quando Del Piero deciderà di abbandonare il calcio l’antidelpierista aprirà discussioni parlando dei problemi che Alex crea in famiglia;

Il PRESENZIALISTA: E’ il tipo di Juventino che per dimostrare il suo attaccamento ai colori sociali partecipa a qualunque discussione venga aperta nei forum, scrivendo commenti del tipo “quoto”, “ahahah”, “sì”, “no” e “fuck”. Il post più lungo che gli è stato visto scrivere è “Su questo argomento non ho nulla da dire”;

Il TALENT-SCOUT: Lo Juventino talent-scout conosce tutti i giocatori di tutti i campionati di tutti i continenti, e dispensa consigli e informazioni preziose sui vari fenomeni che neppure i familiari dei calciatori stessi conoscono. “Oggi ho visto Dzuwleschnaigger, polacco classe 1999, che gioca negli esordienti del Wratislasluppenhairch. E’ il nuovo Emerson, se qualcuno mi da il numero di telefono di Paratici gli fornisco la scheda completa”;


L’INSURREZIONALISTA: Lo Juventino insurrezionalista è quello che auspica una nuova marcia su Roma per contestare l’operato della FIGC. Nel garage di casa sua ha già confezionato una decina di bombe molotov pronte all’uso, realizzate dopo aver letto il “Manuale del giovane attentatore”, acquistato su internet presso siti non sponsorizzati dalla Gazzetta dello Sport;

Il CONTABILE: E’ colui che ha sotto controllo il bilancio della società. Il suo libro-giornale è perfettamente diviso tra Dare e Avere, e conserva anche gli scontrini di Agnelli al supermercato. Egli sostiene che, attraverso un’oculata politica di ingaggi, si possa raggiungere il pareggio di bilancio acquistando Dzeko, Clichy, Fernando Torres, Hamsik, Pastore, Schwainsteigger, Sirigu, Marchetti, Cassani, Cossu, Montolivo, Hernanes e De Rossi vendendo semplicemente Grosso e Salihamidzic;

l’ALLARMISTA-TERRORISTA: Tipologia di tifoso socialmente pericolosa, tendente a drammatizzare anche il rinnovo di contratto del portaborse di Delneri. L’allarmista-terrorista è la vera mina vagante dei forum: ogni sua discussione provoca psicosi collettive, suicidi di massa, torce umane. Esce di rado dal suo guscio, ma quando lo fa provoca gli stessi effetti di una cimice schiacciata in un ascensore sovraffollato;

Il FIDUCIOSO: Il fiducioso è il tifoso che nei forum Juventini riceve maggiori consensi, perché riesce sempre a vedere il lato positivo delle cose. Per il fiducioso Alessio Secco era un DS che aveva grandi potenzialità, Tiago un calciatore di prospettiva, Molinaro una speranza per il futuro, Motta un talento in fase di esplosione, Almiron un possibile campione e Andrade tutto sommato un bel ragazzo. Il fiducioso è assolutamente convinto che un giorno Moggi tornerà ad essere DG della Juventus, e che a Napoli il processo filerà più liscio della testa di Bisio. Ogni tifoso Juventino vorrebbe avere sul comodino una miniatura del fiducioso da tenere accanto alla sveglia, in modo da iniziare sempre la giornata di buonumore;

Il PESSIMISTA-DISFATTISTA: E’ l’antitesi del fiducioso. Per lui tutto ciò che tocca la Juve diventa merda. La retrocessione è il suo incubo più ricorrente. Il pessimista-disfattista ritiene che il Crotone abbia un reparto offensivo migliore del nostro, e che Eugenio Bersellini potesse essere più adatto di Delneri. L’anno scorso il pessimista-disfattista era convinto che Secco era un pirla e che servisse uno come Marotta per risollevare le sorti della Juventus. Quest’anno invece dichiara apertamente che Marotta è un fesso, e che serve uno come Corvino per ritornare ai fasti di un tempo. Se dovesse arrivare Corvino, il pessimista-disfattista rimpiangerà Alessio Secco;

Il PERSEGUITATO: Per il perseguitato è in atto una cospirazione mondiale tesa a far retrocedere la Juve nei campionati amatoriali. Il perseguitato è convinto che Napolitano sia stato eletto Presidente della Repubblica da Moratti, e che Bin Laden in realtà sia interista e miri a colpire obbiettivi sensibili come Vinovo e il nuovo stadio in costruzione. L’incubo del perseguitato sono gli arbitri, naturalmente tutti corrotti dal nemico: è talmente ossessionato dalle giacchette nere che quando litiga con la moglie o con la fidanzata prima di cacciarla di casa estrae il cartellino rosso;

La VEDOVA DI MOGGI: Questa tipologia di tifoso aspetta gli articoli dell’ex DG Juventino con la bava alla bocca e le lacrime agli occhi in piena estasi religiosa. Una foto di Luciano gli provoca la sindrome di Sthendal. Per la vedova di Moggi qualunque cosa dica l’ex dirigente Juventino è Legge, e infedeli sono coloro che non si attengono ai Suoi comandamenti. Qualcuno si è anche offerto di fargli da zerbino all’ingresso in tribunale, tatuandosi la scritta “SALVE” sulla schiena;

Il TAFAZZISTA: E’ il genere di tifoso convinto che la Juventus abbia meritato tutti i guai che le sono capitati negli ultimi 4 anni. Nel portafoglio ha sostituito i santini di Moggi e Giraudo con le facce di Narducci e Auricchio, ai quali chiede quotidianamente perdono per i reati commessi. Ha anche acquistato un cilicio al sito “Inter Point”, con il quale si flagella periodicamente sperando di espiare i propri peccati ed evitare l’inferno che San Guido Rossi dalla Pinetina gli ha prospettato. Il tafazzista è inoltre convinto che l’ultimo Vangelo sia stato scritto da Ziliani;

Il COBOLLIANO: Il tifoso cobolliano è interessato più alla salvaguardia dello stile Juventus che al risultato sportivo in sé. Si può anche perdere una partita, due partite, tre, quattro, cinque o sei l’importante è che lo si faccia a testa alta senza lasciarsi andare a lamenti, piagnistei e cose del genere. Il cobolliano non ama alzare i toni, neppure quelli dello stereo, e se l’avversario rilascia dichiarazioni che infangano la storia della sua squadra lui al massimo si cautela con un po’ di vasellina. Il cobolliano non si appassiona ai forum, segue con distacco le sorti della squadra esultando moderatamente se si vince e festeggiando con l’avversario in caso di vittoria altrui;

L’AVVOCATO: Lo Juventino avvocato è colui che ha imparato il codice di diritto sportivo allo stesso modo in cui alle elementari aveva appreso “A Silvia” di Leopardi. E’ talmente preparato in materia giurisdizionale che qualche mese fa ha presentato domanda a Mediaset per farsi assumere a “Forum” al posto di Santi Licheri. Egli dispensa consigli e suggerimenti in materia di cause civili e di beghe condominiali, anche se sul suo titolo di studio, quando ce l’ha, c’è scritto “Geometra”;

Il CONTESTATORE: E’ il genere di tifoso a cui non va mai bene niente. La Juve perde? Un branco di incapaci. La Juve vince? Una rondine non fa primavera. Il nuovo acquisto gioca male? Marotta torna a Genova. Il nuovo acquisto fa 3 gol? Li segnava anche Ian Rush. Il contestatore è socio onorario dell’AJSI (Associazione Juventini sempre incazzati) e guarda le partite della Juve più schifato di Tiziano Ferro di fronte al culo della Yespica;

Il SENTENZIALISTA: Questa tipologia di tifoso è piuttosto frequente nei forum che si trovano in rete: egli è colui che emette più sentenze di un giudice di pace. “Amauri è scarso”, “Buffon è finito”, “Pepe è un brocco”, “Elia ci serve più di Krasic”, “Storari pagato troppo”, “Marchisio sopravvalutato”. Il sentenzialista non accetta di essere contraddetto e non tollera che vi siano opinioni contrarie alle sue. E’ così sicuro di sé che quando si guarda allo specchio è l’immagine riflessa ad abbassare lo sguardo;

Il CAMALEONTE: Lo Juventino camaleonte è campione olimpico di salto sul carro. Ha cambiato opinione decine di volte su Felipe Melo, ragion per cui diventa onestamente difficile dirgli che si è sbagliato. Prima di farsi un’opinione su qualcuno, apre un sondaggio per capire come la pensa la maggioranza, quindi si adegua all’opinione comune accalorandosi nelle discussioni tanto da far sembrare Vittorio Sgarbi un moderato;

Il BIMBOMINKIA: Per il bimbominkia “Krasic è ganzo, Amauri nn c serve, Marotta ci sta dentro, Chiello nuovo Kap, Aqui 6 fantastiko, Quaglia veste Prada, DP tvtb, 1 x ttt, ttt x 1”. I suoi scritti sono più enigmatici dei geroglifici egiziani scritti in dialetto e ricchi di contenuto quanto un discorso di Luca Giurato.

venerdì 10 settembre 2010

In ritiro con la Juventus - 2

ORE 7,00: Suona la sveglia in casa Juventus. Iaquinta si strappa al polpaccio nel tentativo di infilarsi le ciabatte;
ORE 7,03: Moggi su Libero: “Ai miei tempi la sveglia suonava alle 6,50”;
ORE 7,30: I camerieri salutano il primo giocatore a presentarsi per la colazione: “Buondì Motta”;
ORE 8,00: Buffon dichiara ai giornali: “Quest’anno ci divertiremo parecchio a colazione”;
ORE 8,05: Amauri si presenta in sala con occhiali a specchio, infradito e berrettino di buongiorno della Costa Crociere;
ORE 8,10: Legrottaglie eleva i tarallucci al Cielo e ringrazia Dio per il cibo che gli è stato concesso;
ORE 8,12: Felipe Melo rutta;
ORE 8,29: Marotta ordina un cappuccino al cioccolato, offrendo al barista un pagamento dilazionato in 16 anni;
ORE 10,00: Tutti al campo per l’allenamento mattutino. Grosso e Salihamidzic, in disparte, vengono arruolati per il campionato locale di Subbuteo;
ORE 11,15: Chiellini racconta al procuratore che un tifoso del Real Madrid gli ha chiesto un autografo al termine dell’allenamento;
ORE 11,20: Una dichiarazione del procuratore di Chiellini ai giornali fa il giro del mondo: “Tra Chiellini e il Real manca solo la firma”;
ORE 12,00: Delneri impreca contro il parrucchiere di Lanzafame;
ORE 12,13: Buffon racconta ai giornalisti l’emozione che ha provato nel vedere Rinaudo con la maglia della Juventus;
ORE 12,45: Moggi rilascia dichiarazioni di fuoco sulla nuova Juventus: “Ai miei tempi i custodi erano più belli e più simpatici”;
ORE 13,30: Tutti a pranzo. All’ingresso della sala dove i giocatori stanno mangiando compare un cartello sinistro: “Vietato l’ingresso ai cani, a Grosso e a Salihamidzic”;
ORE 14,10: Per dimostrare di essere Juventino fin da bambino Bonucci mostra ai tifosi un poster che aveva in camera. C’è l’immagine della Juventus Campione d’Italia del 1933: Del Piero è già il Capitano;
ORE 14,50: Un cross di Molinaro proveniente da uno stadio della Westfalia raggiunge il ritiro bianconero e il pallone, irrompendo nell’atrio dell’hotel, colpisce al volto Iaquinta provocando una ferita lacero-contusa all’arcata sopraccigliare;
ORE 15,01: I calciatori si rilassano prima di riprendere gli allenamenti. Buffon rilascia interviste a sé stesso, Marchisio chiede a Farmville di aumentargli la produzione di api minacciando di andarsene a giocare a Sim City, Legrottaglie levita;
ORE 15,12: Gara di velocità nel bere un bicchiere di aranciata tra Melo e Traore. Vince il Brasiliano, che nell’esultare colpisce ripetutamente a testate il compagno: gli occhi sono gli stessi di Schillaci ai Mondiali;
ORE 15,21: Martinez e Sissoko si sfidano a Calcio-Balilla;
ORE 15,22: Delneri interrompe la partita e dichiara diseducativo il gioco perché le squadre non sono schierate con il 4-4-2;
ORE 15,36: Moggi dichiara all’ANSA: “Diego? Giocatore inutile per la Juventus, non adatto al calcio italiano”;
ORE 15,37: Un giornalista rivela all’ex DG che il Brasiliano non gioca più per la Juventus;
ORE 15,38: Moggi dichiara all’ANSA: “Diego? Non l’avrei ceduto, poteva diventare un pilastro”;
ORE 16,00: Secondo allenamento della giornata. E’ subito partitella in famiglia: Buffon da una parte, Storari da un’altra, Manninger a vendere le noccioline sugli spalti;
ORE 16,30: Del Piero va a raccogliere il pallone finito a fondo campo;
ORE 16,45: Del Piero è già a metà strada;
ORE 16,51: Grazie a un’improvvisa accelerazione, Del Piero ha quasi raggiunto la palla;
ORE 16,52: Buffon rilascia una toccante intervista al Corriere di Castelfranco: “La raggiungerà prima delle 17,00”;
ORE 16,58: Del Piero raggiunge la palla. Scatta immediata l’ovazione del pubblico, Iaquinta salta sulle spalle del Capitano per festeggiarlo fratturandosi avambraccio e malleolo sinistro;
ORE 17,21: Aquilani viene messo in una teca asettica per evitare che gli agenti atmosferici lo intacchino;
ORE 17,39: Quagliarella realizza un gol facendo la catapulta infernale insieme a Pepe;
ORE 18,37: Krasic indossa occhiali scuri per compiacere i tifosi che gli chiedono di somigliare al Ceko;
ORE 19,00: Legrottaglie presenta alla stampa il suo ultimo libro: “Nicola si è fermato a Eboli”;
ORE 19,02: A margine della presentazione Moggi dichiara: “Con me come DG il libro di Legrottaglie sarebbe stato più lungo di almeno 19 pagine”;
ORE 20,00: Ora di cena. Amauri non ha fame, ha già mangiato troppi gol in allenamento;
ORE 21,00: Libera uscita. Grygera ne approfitta per andare in Chiesa a ringraziare il Signore di giocare ancora un anno nella Juventus, De Ceglie si iscrive a un corso di difesa personale perché un tifoso gli ha detto che deve imparare a curare meglio la fase difensiva;
ORE 22,18: Iaquinta si rompe un polso giocando a “Call of Duty”;
ORE 22,30: Legrottaglie impartisce l’estrema unzione a Iaquinta. Vincenzo chiede immediatamente a Blanc di raggiungerlo, lo prende per un braccio e gli sussurra: “Scusami ma questo gufa, dovevo toccare un coglione”;
ORE 23,01: Felipe Melo viene accusato da un ambulante cinese del rapimento di suo figlio;
ORE 23,05: L’ambasciatore cinese contatta Agnelli chiedendo spiegazioni;
ORE 23,06: Il Presidente gira la grana a Marotta. Il dg bianconero media la situazione e avanza l’offerta al Brasiliano per la liberazione del ragazzino: prestito all’ambulante per 500 euro subito, più diritto di riscatto l’anno prossimo per 9 milioni di euro;
ORE 23,10: Il ragazzino può finalmente riabbracciare il padre. Delneri approfitta della situazione per inquadrarlo nel 4-4-2 del prossimo anno;
ORE 23,15: Buffon entusiasta dichiara alla gazzetta di Otranto: “Il giovanotto ha dei colpi, l’anno prossimo potrà dare un enorme contributo alla squadra”;
ORE 23,20: Moggi chiosa: “Se c’ero io avrei fatto la cresta anche sul padre”;
ORE 00,00: Tutti a dormire. Grosso e Salihamidzic vengono invitati ad adagiarsi su una panchina pubblica.

venerdì 30 ottobre 2009

Nomina a Presidente di Blanc: ecco com'è andata

COBOLLI: Benvenuti tutti… apro la riunione porgendo calorosi saluti al mio successore, Monsieur Blanc: sono certo che sotto la sua Presidenza riusciremo a raggiungere l’agognato traguardo del 27esimo scudetto!!
SECCO: Come 27esimo? Guardi Presidente che ne abbiamo 26…
BLANC: Veramente sono 24…
MONTALI: Io sapevo 16…
J. ELKANN: Il numero esatto è 12. Ho appena chiamato Oriali per avere conferma.
COBOLLI: Ma allora come mai sulla maglia abbiamo 2 stelle?
SECCO: Quello è perché giochiamo bene solo di notte.
COBOLLI: Ah, capisco. In ogni caso faccio un grosso in bocca al lupo a Blanc per un futuro ricco di successi. Da oggi sarà lui ad assumere la carica di Presidente, Amministratore Delegato, Direttore Generale, Direttore Sportivo, Addetto Stampa, Cassiere, Magazziniere, Sottosegretario agli Interni e Bagarino.
SECCO: Ah, viva la democrazia insomma.
MONTALI: Io che ruolo avrò nella nuova società?
BLANC: E’ vacante il posto di stura-cessi se ti interessa.
MONTALI: No grazie, in tal caso credo che accetterò l’offerta della Sensi di diventare il loro nuovo DG.
SECCO: Mi sembra un’ottima idea. Ranieri allenatore, Montali direttore generale, se si prendono anche il Presidente Cobolli abbiamo fatto Bingo.
BLANC: Bene, come primo atto della mia nuova presidenza vi informo che sto considerando seriamente l’ingaggio di Lippi.
COBOLLI: Un presentatore televisivo fa sempre comodo.
SECCO: Non credo si riferisca a Claudio Lippi…
BLANC: No, parlo di Marcello Lippi, che fonti ben informate mi assicurano essere un allenatore di grande successo.
COBOLLI: Ah…. sì, mi pare di averne sentito parlare… perciò caccerai l’attuale tecnico?
BLANC: No, Lippi lo mettiamo a fare il direttore generale.
COBOLLI: Quindi l’allenatore resterà Ferrara?
BLANC: No, lo facciamo venire a Torino.
SECCO: Chi?
BLANC: L’allenatore.
COBOLLI: Ferrara?
BLANC: No-o!! A Torino!!
MONTALI: Ehm, scusate ma credo di essermi perso…
BLANC: Comprati una bussola.
SECCO: Io non ho capito chi caz*o sarà l’allenatore della Juventus l’anno prossimo…
COBOLLI: Colui che siederà sulla nostra panchina.
SECCO: Grazie Giovanni, una indicazione davvero illuminante.
BLANC: In secondo luogo, darò disposizioni affinchè i lavori di costruzione del nuovo stadio siano terminati entro l’anno 2012.
J.ELKANN: Questa è davvero un’ottima notizia… ma come pensi che riusciremo a finire in tempo?
BLANC: Beh, modestamente ho avuto un’idea geniale: invece di costruire gli spalti, cosa che ci impegherebbe troppo tempo, solleveremo con delle gru le attuali tribune dello stadio Olimpico e le trasporteremo all’interno del cantiere… non è un’idea stupenda? Risparmieremo un mucchio di soldi…
MONTALI: Devo ammetterlo Jean-Claude: a confronto tuo Einstein era un ritardato mentale.
SECCO: Io però non ho capito una cosa: ma nel frattempo dove giocherà la squadra?
BLANC: Ho stretto accordi con la protezione civile, ci invieranno le tende destinate ai terremotati dell’Abruzzo non appena saranno state consegnate loro tutte le case.
SECCO: Non mi sembra un’idea così intelligente…
BLANC: Tu preoccupati di fare il tuo lavoro.
SECCO: E cosa dovrei fare?
BLANC: Comincia a bussare alle porte dei Presidenti di serie A per ottenere i loro migliori giocatori…
SECCO: Toc-toc.
BLANC: …..
COBOLLI: Che stai facendo??
SECCO: Sto bussando!
BLANC: Alessio, era una metafora…
SECCO: E l’altra metà dov’è?
COBOLLI: Se metà è fuori, l’altra metà dev’essere dentro…
J.ELKANN: Di cosa diavolo state parlando??????
MONTALI: Temo di essermi perso di nuovo…
BLANC: Comprati un satellitare e vedi di andartene affanc…
J.ELKANN: Jean-Claude, per favore… niente parolacce.
BLANC: Hai ragione John, chiedo venia.
J.ELKANN: Appena capisco cos’è te la faccio avere.
COBOLLI: Altre novità?
BLANC: Sì, c’è un ultima cosa. Definiamolo un colpo a sorpresa, un tocco personale che avevo in mente già da un po’ di tempo.
COBOLLI: Non ci tenere sulle spine…
BLANC: E’ un atto rivoluzionario, che ho deciso dopo lunghe ore di pacate considerazioni.
SECCO: Mi sto consumando dall’ansia…
BLANC: Qualcosa che cambierà radicalmente il nostro futuro.
MONTALI: Vi giuro, io non resisto… devo uscire…
BLANC: I giornali ci dedicheranno i titoli per parecchie settimane…
J.ELKANN: Jean-Claude ti pregoo!! Dicci di cosa si trattaa!!
BLANC: Ho deciso di sostituire il telecronista-tifoso nelle partite trasmesse dal digitale terrestre.
SECCO: Ma va a caga*e…
BLANC: Il sostituto di Claudio Zuliani sarà nientepopodimeno che…. Giuseppe Bergomi!!
SECCO: Dev’esserti andato in pappa il cervello…
COBOLLI: Non sapevo che Bergomi fosse tifoso Juventino…
MONTALI: Dai Giovanni, basta ascoltare le sue telecronache per rendersene conto…
BLANC: Allora? Che ne dite? Siete senza parole eh?
SECCO: Noi saremo senza parole, ma tu tempo due mesi sarai senza lavoro…

venerdì 30 gennaio 2009

Mourinho Chiama Moratti: Va Sfoltita La Rosa...

MORATTI: Pronto?
MOURINHO: Buonasera Presidente, jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy la mano de Dios, el principe del rettangolo de gioco, el re de San Siro…
MORATTI: Cos’è, una teleconferenza? Quanti siete?
MOURINHO: Jo soy uno, Presidente. Uno solo, ma faccio per 4.
MORATTI: Ah lo so, me ne accorgo quando ti pago lo stipendio.
MOURINHO: Jo l’ho chiamata perché bisogna de intervenir sul mercado, jo devo cacciar via i pelandrones che non seguono mie indicazion.
MORATTI: Di chi stiamo parlando?
MOURINHO: Du pelandrones.
MORATTI: Sì ma chi sarebbero?
MOURINHO: Pelandrones soy coloro che non seguono mie indicazion.
MORATTI: Ho capito, ma i nomi?
MOURINHO: Se dise el peccado, no el peccador Presidente. Esto es un proverbio portughes, Moratti. Jo soy fedele alle tradizion de mio paese.
MORATTI: Se non mi dici i nomi come faccio a cederli?
MOURINHO: Jo te posso dire i cognomi.
MORATTI: Sarà uguale.
MOURINHO: No, non sono uguali, no es possibile escusa, jo no ha mai visto uno chiamarsi “Mourinho Mourinho”.
MORATTI: Intendevo dire che mi accontento dei cognomi, Josè.
MOURINHO: Josè no es cognome, Josè es nome. Jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy…
MORATTI: Va bene va bene, non ricominciamo tutto daccapo ti prego… dimmi i cognomi dei giocatori che dobbiamo cedere.
MOURINHO: En primis Quaresma, mi infortuna tutti i jugador perché con sua trivela ha scavato le fosse in mezzo al campo e le zolle si sono spostate tutte, il centrocampo es finito dietro la porta de Cesar.
MORATTI: Va bene. Poi?
MOURINHO: En segundo, Mancini. Esto jugador ha un cognome che porta sfiga in sciampions lig.
MORATTI: D’accordo. Qualcun altro?
MOURINHO: El terzo es Muntari, jo hai paura del suo fallo.
MORATTI: Del fallo che ha fatto contro il Catania?
MOURINHO: No, de quello che se porta sempre appresso. Jo no hai mai visto una cosa del genere, nessun jugador nerazzurro porta più saponetta con sé sotto la doccia…
MORATTI: Quaresma, Mancini e Muntari… li abbiamo comprati ad agosto e già li rivendiamo? Ci facciamo una figuraccia, la gente penserà che abbiamo una squadra di di me**a…
MOURINHO: Ma tu es abituado, tu ha vinto el primo campionado in segreteria, el secundo senza avversari, el terzo all’ultima jurnata: tu ha sempre costruito squadre di me**a…
MORATTI: Ora basta Josè, stai diventando offensivo.
MOURINHO: Jo soy siempre estato offensivo, jo no ama el catenaccio Presidente.
MORATTI: Va bene, facciamo quello che vuoi basta che mi prometti di vincere la Champion’s League. La squadra è attrezzatissima, possiamo battere chiunque: Manchester, Barcellona, Bayern Monaco…
MOURINHO: Monaco? Chi es Monaco? Jo no conosco… jo conosco monaco di Tibet, gran premio di Monaco, Monaco di Baviera, Lo Monaco di Catania… si tu vuoi che io parlo di questo Monaco, tu mi deve pagar come fa mio esponsor.
MORATTI: Sì, d’accordo Josè… senti ora ti saluto perché ho da fare, devo partecipare ad una manifestazione di protesta del sindacato di Balotelli contro la cassa integrazione…. Ciao!

Mourinho Chiama Moratti: Va Sfoltita La Rosa...

MORATTI: Pronto?
MOURINHO: Buonasera Presidente, jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy la mano de Dios, el principe del rettangolo de gioco, el re de San Siro…

MORATTI: Cos’è, una teleconferenza? Quanti siete?

MOURINHO: Jo soy uno, Presidente. Uno solo, ma faccio per 4.

MORATTI: Ah lo so, me ne accorgo quando ti pago lo stipendio.

MOURINHO: Jo l’ho chiamata perché bisogna de intervenir sul mercado, jo devo cacciar via i pelandrones che non seguono mie indicazion.

MORATTI: Di chi stiamo parlando?

MOURINHO: Du pelandrones.

MORATTI: Sì ma chi sarebbero?

MOURINHO: Pelandrones soy coloro che non seguono mie indicazion.

MORATTI: Ho capito, ma i nomi?

MOURINHO: Se dise el peccado, no el peccador Presidente. Esto es un proverbio portughes, Moratti. Jo soy fedele alle tradizion de mio paese.

MORATTI: Se non mi dici i nomi come faccio a cederli?

MOURINHO: Jo te posso dire i cognomi.

MORATTI: Sarà uguale.

MOURINHO: No, non sono uguali, no es possibile escusa, jo no ha mai visto uno chiamarsi “Mourinho Mourinho”.

MORATTI: Intendevo dire che mi accontento dei cognomi, Josè.

MOURINHO: Josè no es cognome, Josè es nome. Jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy…

MORATTI: Va bene va bene, non ricominciamo tutto daccapo ti prego… dimmi i cognomi dei giocatori che dobbiamo cedere.

MOURINHO: En primis Quaresma, mi infortuna tutti i jugador perché con sua trivela ha scavato le fosse in mezzo al campo e le zolle si sono spostate tutte, il centrocampo es finito dietro la porta de Cesar.

MORATTI: Va bene. Poi?

MOURINHO: En segundo, Mancini. Esto jugador ha un cognome che porta sfiga in sciampions lig.

MORATTI: D’accordo. Qualcun altro?

MOURINHO: El terzo es Muntari, jo hai paura del suo fallo.

MORATTI: Del fallo che ha fatto contro il Catania?

MOURINHO: No, de quello che se porta sempre appresso. Jo no hai mai visto una cosa del genere, nessun jugador nerazzurro porta più saponetta con sé sotto la doccia…

MORATTI: Quaresma, Mancini e Muntari… li abbiamo comprati ad agosto e già li rivendiamo? Ci facciamo una figuraccia, la gente penserà che abbiamo una squadra di di me**a…

MOURINHO: Ma tu es abituado, tu ha vinto el primo campionado in segreteria, el secundo senza avversari, el terzo all’ultima jurnata: tu ha sempre costruito squadre di me**a…

MORATTI: Ora basta Josè, stai diventando offensivo.

MOURINHO: Jo soy siempre estato offensivo, jo no ama el catenaccio Presidente.

MORATTI: Va bene, facciamo quello che vuoi basta che mi prometti di vincere la Champion’s League. La squadra è attrezzatissima, possiamo battere chiunque: Manchester, Barcellona, Bayern Monaco…

MOURINHO: Monaco? Chi es Monaco? Jo no conosco… jo conosco monaco di Tibet, gran premio di Monaco, Monaco di Baviera, Lo Monaco di Catania… si tu vuoi che io parlo di questo Monaco, tu mi deve pagar come fa mio esponsor.

MORATTI: Sì, d’accordo Josè… senti ora ti saluto perché ho da fare, devo partecipare ad una manifestazione di protesta del sindacato di Balotelli contro la cassa integrazione…. Ciao!

lunedì 8 dicembre 2008

Caro Gesù Bambino...

Caro Gesù Bambino,

ti scrivo questa lettera a nome del tifoso medio di tutte le squadre, perché in fondo ogni vero supporter quando arriva Natale vorrebbe che la propria squadra ricevesse in dono un po’ di quella magia che si accompagna a questo periodo particolare. Ecco perché ti suddivido le richieste prendendo le parti del tifoso di ogni singola squadra, vorrei che questa lettera tu la interpretassi come un immenso regalo fatto al calcio Italiano.

Ragion per cui, vorrei chiederti:

da Romanista, mi piacerebbe che Totti ricevesse sotto l’albero una confezione vitalizia di Gerovital. Vorrei che venissero tolti i tornelli istallati negli spogliatoi per dividere Doni e Panucci, vorrei che febbraio tornasse ad essere il mese in cui sfioriscono le illusioni, dato che quest’anno abbiamo anticipato il tutto a ottobre. Vorrei che in curva Sud iniziassero a collezionare francobolli invece che coltelli, e che il rigore sbagliato da Graziani non fosse l’unico bel ricordo che ho della Coppa dei Campioni;

da Interista, ti chiedo di tornare ad essere protagonista della massima competizione Europea: sarebbe un’esperienza da tramandare ai posteri quella di riuscire ad arrivare al punto di perdere una finale. Vorrei che Ibrahimovic cominciasse a farsi ammonire nelle gare importanti, così almeno qualcuno noterebbe che è in campo; mi piacerebbe anche conoscere fino a che punto sono diventati amici Adriano e Balottelli. Se non ti sembra che stia chiedendo troppo, fai anche in modo che Brunetta non s’intenda di calcio e che di conseguenza non venga mai a sapere chi sono Mancini e Quaresma;

da Fiorentino, vorrei che facessi conoscere a Lupattelli il parrucchiere di Frey. Mi piacerebbe sapere per quale motivo abbiamo acquistato il fratello scarso di Vargas, e in quale competizione potranno dare il loro contributo Pazzini e Osvaldo. Ti chiedo di suggerire a Prandelli quale sia la posizione in campo ideale per Almiron, ossia alle spalle di Frey e con la tuta indosso, e di ricordare a Della Valle di mettere il badge elettronico all’ingresso dello stadio ogni volta che disputiamo una partita di Champion’s, in modo da lasciare una testimonianza concreta del nostro passaggio;

da Milanista, vorrei che mi dicessi chi è che ha insegnato a Berlusconi a giocare al fantacalcio. Mi piacerebbe sapere se Maldini sarà costretto a farsi intitolare San Siro prima che il Milan trovi un difensore che lo sostituisca, e se conviene cedere i diritti di immagine di Nesta alla Lego. Ma soprattutto, ti chiedo di regalare alla moglie di Shevchenko un vocabolario di Inglese, per ricordarle quant’è bella la lingua anglosassone, e mi auguro che l’1 per mille alla Chiesa Cattolica di Dida non convinca il Vaticano a mettere il secondo portiere rossonero al tuo posto nella mangiatoia;

da Laziale, vorrei chiederti di chiudere il mercatino delle strenne di Porta Pia, per evitare che Lotito spenda soldi per i regali ai giocatori. Mi piacerebbe sapere quanto paga Simone Inzaghi per rimanere in rosa, e quanto ancora dureranno Pandev e Zarate con la maglia biancoceleste. Vorrei anche sapere chi ha detto al Presidente che Muslera è un portiere, e se è vero che per farsi pagare lo stipendio Foggia ha chiesto a Lotito un incontro privato dietro una vecchia fabbrica abbandonata di Tor Bella Monaca;

da Juventino, vorrei che Cobolli Gigli mantenesse la stessa opinione per almeno un paio d’ore consecutive, e che il preparatore atletico Capanna vincesse al Superenalotto in modo tale da non aver più bisogno di lavorare. Mi piacerebbe che Ranieri realizzasse che Pavel Nedved ha 36 anni e 2 polmoni, e non 2 anni e 36 polmoni, e che l’altezza di Giovinco non deve necessariamente essere direttamente proporzionale al suo utilizzo in campo. Mi piacerebbe anche che si rinnovasse il derby estivo con il Torino per il cartellino di Knezevic e che stavolta vincessero loro, per poter dare anche il nostro contributo alla loro retrocessione.



Mi auguro, caro Gesù Bambino, che tu possa accontentare almeno parte delle mie richieste, altrimenti sarò costretto a pensare che Matarrese è più bravo di te nel fare miracoli: in fin dei conti, lui è già risorto 3 volte.