venerdì 30 ottobre 2009

Nomina a Presidente di Blanc: ecco com'è andata

COBOLLI: Benvenuti tutti… apro la riunione porgendo calorosi saluti al mio successore, Monsieur Blanc: sono certo che sotto la sua Presidenza riusciremo a raggiungere l’agognato traguardo del 27esimo scudetto!!
SECCO: Come 27esimo? Guardi Presidente che ne abbiamo 26…
BLANC: Veramente sono 24…
MONTALI: Io sapevo 16…
J. ELKANN: Il numero esatto è 12. Ho appena chiamato Oriali per avere conferma.
COBOLLI: Ma allora come mai sulla maglia abbiamo 2 stelle?
SECCO: Quello è perché giochiamo bene solo di notte.
COBOLLI: Ah, capisco. In ogni caso faccio un grosso in bocca al lupo a Blanc per un futuro ricco di successi. Da oggi sarà lui ad assumere la carica di Presidente, Amministratore Delegato, Direttore Generale, Direttore Sportivo, Addetto Stampa, Cassiere, Magazziniere, Sottosegretario agli Interni e Bagarino.
SECCO: Ah, viva la democrazia insomma.
MONTALI: Io che ruolo avrò nella nuova società?
BLANC: E’ vacante il posto di stura-cessi se ti interessa.
MONTALI: No grazie, in tal caso credo che accetterò l’offerta della Sensi di diventare il loro nuovo DG.
SECCO: Mi sembra un’ottima idea. Ranieri allenatore, Montali direttore generale, se si prendono anche il Presidente Cobolli abbiamo fatto Bingo.
BLANC: Bene, come primo atto della mia nuova presidenza vi informo che sto considerando seriamente l’ingaggio di Lippi.
COBOLLI: Un presentatore televisivo fa sempre comodo.
SECCO: Non credo si riferisca a Claudio Lippi…
BLANC: No, parlo di Marcello Lippi, che fonti ben informate mi assicurano essere un allenatore di grande successo.
COBOLLI: Ah…. sì, mi pare di averne sentito parlare… perciò caccerai l’attuale tecnico?
BLANC: No, Lippi lo mettiamo a fare il direttore generale.
COBOLLI: Quindi l’allenatore resterà Ferrara?
BLANC: No, lo facciamo venire a Torino.
SECCO: Chi?
BLANC: L’allenatore.
COBOLLI: Ferrara?
BLANC: No-o!! A Torino!!
MONTALI: Ehm, scusate ma credo di essermi perso…
BLANC: Comprati una bussola.
SECCO: Io non ho capito chi caz*o sarà l’allenatore della Juventus l’anno prossimo…
COBOLLI: Colui che siederà sulla nostra panchina.
SECCO: Grazie Giovanni, una indicazione davvero illuminante.
BLANC: In secondo luogo, darò disposizioni affinchè i lavori di costruzione del nuovo stadio siano terminati entro l’anno 2012.
J.ELKANN: Questa è davvero un’ottima notizia… ma come pensi che riusciremo a finire in tempo?
BLANC: Beh, modestamente ho avuto un’idea geniale: invece di costruire gli spalti, cosa che ci impegherebbe troppo tempo, solleveremo con delle gru le attuali tribune dello stadio Olimpico e le trasporteremo all’interno del cantiere… non è un’idea stupenda? Risparmieremo un mucchio di soldi…
MONTALI: Devo ammetterlo Jean-Claude: a confronto tuo Einstein era un ritardato mentale.
SECCO: Io però non ho capito una cosa: ma nel frattempo dove giocherà la squadra?
BLANC: Ho stretto accordi con la protezione civile, ci invieranno le tende destinate ai terremotati dell’Abruzzo non appena saranno state consegnate loro tutte le case.
SECCO: Non mi sembra un’idea così intelligente…
BLANC: Tu preoccupati di fare il tuo lavoro.
SECCO: E cosa dovrei fare?
BLANC: Comincia a bussare alle porte dei Presidenti di serie A per ottenere i loro migliori giocatori…
SECCO: Toc-toc.
BLANC: …..
COBOLLI: Che stai facendo??
SECCO: Sto bussando!
BLANC: Alessio, era una metafora…
SECCO: E l’altra metà dov’è?
COBOLLI: Se metà è fuori, l’altra metà dev’essere dentro…
J.ELKANN: Di cosa diavolo state parlando??????
MONTALI: Temo di essermi perso di nuovo…
BLANC: Comprati un satellitare e vedi di andartene affanc…
J.ELKANN: Jean-Claude, per favore… niente parolacce.
BLANC: Hai ragione John, chiedo venia.
J.ELKANN: Appena capisco cos’è te la faccio avere.
COBOLLI: Altre novità?
BLANC: Sì, c’è un ultima cosa. Definiamolo un colpo a sorpresa, un tocco personale che avevo in mente già da un po’ di tempo.
COBOLLI: Non ci tenere sulle spine…
BLANC: E’ un atto rivoluzionario, che ho deciso dopo lunghe ore di pacate considerazioni.
SECCO: Mi sto consumando dall’ansia…
BLANC: Qualcosa che cambierà radicalmente il nostro futuro.
MONTALI: Vi giuro, io non resisto… devo uscire…
BLANC: I giornali ci dedicheranno i titoli per parecchie settimane…
J.ELKANN: Jean-Claude ti pregoo!! Dicci di cosa si trattaa!!
BLANC: Ho deciso di sostituire il telecronista-tifoso nelle partite trasmesse dal digitale terrestre.
SECCO: Ma va a caga*e…
BLANC: Il sostituto di Claudio Zuliani sarà nientepopodimeno che…. Giuseppe Bergomi!!
SECCO: Dev’esserti andato in pappa il cervello…
COBOLLI: Non sapevo che Bergomi fosse tifoso Juventino…
MONTALI: Dai Giovanni, basta ascoltare le sue telecronache per rendersene conto…
BLANC: Allora? Che ne dite? Siete senza parole eh?
SECCO: Noi saremo senza parole, ma tu tempo due mesi sarai senza lavoro…

venerdì 30 gennaio 2009

Mourinho Chiama Moratti: Va Sfoltita La Rosa...

MORATTI: Pronto?
MOURINHO: Buonasera Presidente, jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy la mano de Dios, el principe del rettangolo de gioco, el re de San Siro…
MORATTI: Cos’è, una teleconferenza? Quanti siete?
MOURINHO: Jo soy uno, Presidente. Uno solo, ma faccio per 4.
MORATTI: Ah lo so, me ne accorgo quando ti pago lo stipendio.
MOURINHO: Jo l’ho chiamata perché bisogna de intervenir sul mercado, jo devo cacciar via i pelandrones che non seguono mie indicazion.
MORATTI: Di chi stiamo parlando?
MOURINHO: Du pelandrones.
MORATTI: Sì ma chi sarebbero?
MOURINHO: Pelandrones soy coloro che non seguono mie indicazion.
MORATTI: Ho capito, ma i nomi?
MOURINHO: Se dise el peccado, no el peccador Presidente. Esto es un proverbio portughes, Moratti. Jo soy fedele alle tradizion de mio paese.
MORATTI: Se non mi dici i nomi come faccio a cederli?
MOURINHO: Jo te posso dire i cognomi.
MORATTI: Sarà uguale.
MOURINHO: No, non sono uguali, no es possibile escusa, jo no ha mai visto uno chiamarsi “Mourinho Mourinho”.
MORATTI: Intendevo dire che mi accontento dei cognomi, Josè.
MOURINHO: Josè no es cognome, Josè es nome. Jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy…
MORATTI: Va bene va bene, non ricominciamo tutto daccapo ti prego… dimmi i cognomi dei giocatori che dobbiamo cedere.
MOURINHO: En primis Quaresma, mi infortuna tutti i jugador perché con sua trivela ha scavato le fosse in mezzo al campo e le zolle si sono spostate tutte, il centrocampo es finito dietro la porta de Cesar.
MORATTI: Va bene. Poi?
MOURINHO: En segundo, Mancini. Esto jugador ha un cognome che porta sfiga in sciampions lig.
MORATTI: D’accordo. Qualcun altro?
MOURINHO: El terzo es Muntari, jo hai paura del suo fallo.
MORATTI: Del fallo che ha fatto contro il Catania?
MOURINHO: No, de quello che se porta sempre appresso. Jo no hai mai visto una cosa del genere, nessun jugador nerazzurro porta più saponetta con sé sotto la doccia…
MORATTI: Quaresma, Mancini e Muntari… li abbiamo comprati ad agosto e già li rivendiamo? Ci facciamo una figuraccia, la gente penserà che abbiamo una squadra di di me**a…
MOURINHO: Ma tu es abituado, tu ha vinto el primo campionado in segreteria, el secundo senza avversari, el terzo all’ultima jurnata: tu ha sempre costruito squadre di me**a…
MORATTI: Ora basta Josè, stai diventando offensivo.
MOURINHO: Jo soy siempre estato offensivo, jo no ama el catenaccio Presidente.
MORATTI: Va bene, facciamo quello che vuoi basta che mi prometti di vincere la Champion’s League. La squadra è attrezzatissima, possiamo battere chiunque: Manchester, Barcellona, Bayern Monaco…
MOURINHO: Monaco? Chi es Monaco? Jo no conosco… jo conosco monaco di Tibet, gran premio di Monaco, Monaco di Baviera, Lo Monaco di Catania… si tu vuoi che io parlo di questo Monaco, tu mi deve pagar come fa mio esponsor.
MORATTI: Sì, d’accordo Josè… senti ora ti saluto perché ho da fare, devo partecipare ad una manifestazione di protesta del sindacato di Balotelli contro la cassa integrazione…. Ciao!

Mourinho Chiama Moratti: Va Sfoltita La Rosa...

MORATTI: Pronto?
MOURINHO: Buonasera Presidente, jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy la mano de Dios, el principe del rettangolo de gioco, el re de San Siro…

MORATTI: Cos’è, una teleconferenza? Quanti siete?

MOURINHO: Jo soy uno, Presidente. Uno solo, ma faccio per 4.

MORATTI: Ah lo so, me ne accorgo quando ti pago lo stipendio.

MOURINHO: Jo l’ho chiamata perché bisogna de intervenir sul mercado, jo devo cacciar via i pelandrones che non seguono mie indicazion.

MORATTI: Di chi stiamo parlando?

MOURINHO: Du pelandrones.

MORATTI: Sì ma chi sarebbero?

MOURINHO: Pelandrones soy coloro che non seguono mie indicazion.

MORATTI: Ho capito, ma i nomi?

MOURINHO: Se dise el peccado, no el peccador Presidente. Esto es un proverbio portughes, Moratti. Jo soy fedele alle tradizion de mio paese.

MORATTI: Se non mi dici i nomi come faccio a cederli?

MOURINHO: Jo te posso dire i cognomi.

MORATTI: Sarà uguale.

MOURINHO: No, non sono uguali, no es possibile escusa, jo no ha mai visto uno chiamarsi “Mourinho Mourinho”.

MORATTI: Intendevo dire che mi accontento dei cognomi, Josè.

MOURINHO: Josè no es cognome, Josè es nome. Jo soy Josè Mourinho, jo non soy un pirla, jo soy the special one, el miglior allenatore du mondo, jo soy…

MORATTI: Va bene va bene, non ricominciamo tutto daccapo ti prego… dimmi i cognomi dei giocatori che dobbiamo cedere.

MOURINHO: En primis Quaresma, mi infortuna tutti i jugador perché con sua trivela ha scavato le fosse in mezzo al campo e le zolle si sono spostate tutte, il centrocampo es finito dietro la porta de Cesar.

MORATTI: Va bene. Poi?

MOURINHO: En segundo, Mancini. Esto jugador ha un cognome che porta sfiga in sciampions lig.

MORATTI: D’accordo. Qualcun altro?

MOURINHO: El terzo es Muntari, jo hai paura del suo fallo.

MORATTI: Del fallo che ha fatto contro il Catania?

MOURINHO: No, de quello che se porta sempre appresso. Jo no hai mai visto una cosa del genere, nessun jugador nerazzurro porta più saponetta con sé sotto la doccia…

MORATTI: Quaresma, Mancini e Muntari… li abbiamo comprati ad agosto e già li rivendiamo? Ci facciamo una figuraccia, la gente penserà che abbiamo una squadra di di me**a…

MOURINHO: Ma tu es abituado, tu ha vinto el primo campionado in segreteria, el secundo senza avversari, el terzo all’ultima jurnata: tu ha sempre costruito squadre di me**a…

MORATTI: Ora basta Josè, stai diventando offensivo.

MOURINHO: Jo soy siempre estato offensivo, jo no ama el catenaccio Presidente.

MORATTI: Va bene, facciamo quello che vuoi basta che mi prometti di vincere la Champion’s League. La squadra è attrezzatissima, possiamo battere chiunque: Manchester, Barcellona, Bayern Monaco…

MOURINHO: Monaco? Chi es Monaco? Jo no conosco… jo conosco monaco di Tibet, gran premio di Monaco, Monaco di Baviera, Lo Monaco di Catania… si tu vuoi che io parlo di questo Monaco, tu mi deve pagar come fa mio esponsor.

MORATTI: Sì, d’accordo Josè… senti ora ti saluto perché ho da fare, devo partecipare ad una manifestazione di protesta del sindacato di Balotelli contro la cassa integrazione…. Ciao!

lunedì 8 dicembre 2008

Caro Gesù Bambino...

Caro Gesù Bambino,

ti scrivo questa lettera a nome del tifoso medio di tutte le squadre, perché in fondo ogni vero supporter quando arriva Natale vorrebbe che la propria squadra ricevesse in dono un po’ di quella magia che si accompagna a questo periodo particolare. Ecco perché ti suddivido le richieste prendendo le parti del tifoso di ogni singola squadra, vorrei che questa lettera tu la interpretassi come un immenso regalo fatto al calcio Italiano.

Ragion per cui, vorrei chiederti:

da Romanista, mi piacerebbe che Totti ricevesse sotto l’albero una confezione vitalizia di Gerovital. Vorrei che venissero tolti i tornelli istallati negli spogliatoi per dividere Doni e Panucci, vorrei che febbraio tornasse ad essere il mese in cui sfioriscono le illusioni, dato che quest’anno abbiamo anticipato il tutto a ottobre. Vorrei che in curva Sud iniziassero a collezionare francobolli invece che coltelli, e che il rigore sbagliato da Graziani non fosse l’unico bel ricordo che ho della Coppa dei Campioni;

da Interista, ti chiedo di tornare ad essere protagonista della massima competizione Europea: sarebbe un’esperienza da tramandare ai posteri quella di riuscire ad arrivare al punto di perdere una finale. Vorrei che Ibrahimovic cominciasse a farsi ammonire nelle gare importanti, così almeno qualcuno noterebbe che è in campo; mi piacerebbe anche conoscere fino a che punto sono diventati amici Adriano e Balottelli. Se non ti sembra che stia chiedendo troppo, fai anche in modo che Brunetta non s’intenda di calcio e che di conseguenza non venga mai a sapere chi sono Mancini e Quaresma;

da Fiorentino, vorrei che facessi conoscere a Lupattelli il parrucchiere di Frey. Mi piacerebbe sapere per quale motivo abbiamo acquistato il fratello scarso di Vargas, e in quale competizione potranno dare il loro contributo Pazzini e Osvaldo. Ti chiedo di suggerire a Prandelli quale sia la posizione in campo ideale per Almiron, ossia alle spalle di Frey e con la tuta indosso, e di ricordare a Della Valle di mettere il badge elettronico all’ingresso dello stadio ogni volta che disputiamo una partita di Champion’s, in modo da lasciare una testimonianza concreta del nostro passaggio;

da Milanista, vorrei che mi dicessi chi è che ha insegnato a Berlusconi a giocare al fantacalcio. Mi piacerebbe sapere se Maldini sarà costretto a farsi intitolare San Siro prima che il Milan trovi un difensore che lo sostituisca, e se conviene cedere i diritti di immagine di Nesta alla Lego. Ma soprattutto, ti chiedo di regalare alla moglie di Shevchenko un vocabolario di Inglese, per ricordarle quant’è bella la lingua anglosassone, e mi auguro che l’1 per mille alla Chiesa Cattolica di Dida non convinca il Vaticano a mettere il secondo portiere rossonero al tuo posto nella mangiatoia;

da Laziale, vorrei chiederti di chiudere il mercatino delle strenne di Porta Pia, per evitare che Lotito spenda soldi per i regali ai giocatori. Mi piacerebbe sapere quanto paga Simone Inzaghi per rimanere in rosa, e quanto ancora dureranno Pandev e Zarate con la maglia biancoceleste. Vorrei anche sapere chi ha detto al Presidente che Muslera è un portiere, e se è vero che per farsi pagare lo stipendio Foggia ha chiesto a Lotito un incontro privato dietro una vecchia fabbrica abbandonata di Tor Bella Monaca;

da Juventino, vorrei che Cobolli Gigli mantenesse la stessa opinione per almeno un paio d’ore consecutive, e che il preparatore atletico Capanna vincesse al Superenalotto in modo tale da non aver più bisogno di lavorare. Mi piacerebbe che Ranieri realizzasse che Pavel Nedved ha 36 anni e 2 polmoni, e non 2 anni e 36 polmoni, e che l’altezza di Giovinco non deve necessariamente essere direttamente proporzionale al suo utilizzo in campo. Mi piacerebbe anche che si rinnovasse il derby estivo con il Torino per il cartellino di Knezevic e che stavolta vincessero loro, per poter dare anche il nostro contributo alla loro retrocessione.



Mi auguro, caro Gesù Bambino, che tu possa accontentare almeno parte delle mie richieste, altrimenti sarò costretto a pensare che Matarrese è più bravo di te nel fare miracoli: in fin dei conti, lui è già risorto 3 volte.

martedì 4 novembre 2008

Dopo Il 2-0 Contro La Juve Un Preoccupato Totti Chiama Spalletti

SPALLETTI: Pronto?
TOTTI: Ah mistere… amo perso pure contro la Juve.
SPALLETTI:
Grazie Francè, se non me lo dicevi non me n’ero accorto.
TOTTI:
Perché nun stavi in panchina ieri? E chi era quel tizio che inquadravano tutto mogio mogio che te somigliava tanto?
SPALLETTI:
Quello è mio fratello gemello, lo mando al posto mio quando sento odore di figuracce.
TOTTI:
Aho, se’ proprio ‘na lince…. Però du perette l’amo prese lo stesso, mo quanno tornamo a Trigoria te devi da fa senti… te vojo senti’ incaz*ato come se deve!!
SPALLETTI:
Tranquillo, ho un diavolo per capello.
TOTTI:
Allora tanto incaz*ato non dovresti esse’.
SPALLETTI: Lo sono, lo sono. Purtroppo credo che alcune persone mi stiano remando contro.
TOTTI:
Chi? I fratelli Abbagnale?
SPALLETTI:
Ma quali fratelli Abbagnale… sto parlando di alcuni giocatori che abbiamo in rosa!
TOTTI:
Per esempio?
SPALLETTI:
Uno credo sia Taddei.
TOTTI:
Nun credo Lucià, quello manco sa notà figurate si rema…
SPALLETTI:
Sì, e Romola…. Francè, posa il cannone che mi servi lucido... ti sto dicendo che secondo me alcuni giocatori stanno giocando male per fare in modo che la società mi cacci…
TOTTI:
Devi da resiste fino a gennaio, Lucià.
SPALLETTI:
Perché, poi che succede?
TOTTI:
Poi la caccia chiude, si qualcuno te spara lo poi denuncià tranquillamente.
SPALLETTI:
ommadonna… come faccio a spiegartelo… Francè, mettiti seduto e concentrati: ho idea che alcuni giocatori vogliano farmi esonerare, per questo giocano male e fanno in modo che la squadra perda. Ti è chiaro adesso?
TOTTI:
Come er sole Lucià… ma nun ce credo, e chi sarebbero ‘sti esoneristi?
SPALLETTI:
Te l’ho detto Francè, uno è Taddei… un altro può essere Mexes…
TOTTI:
Messes nun ce credo, frequenta pure lo stesso parrucchiere tuo… secondo me invece uno che me fa insospetti è Battista…
SPALLETTI:
Sì, e Anglicano…
TOTTI:
Questo nun lo conosco. L’amo preso da poco? Che è un nuovo acquisto?
SPALLETTI:
Baptista lascialo perdere, almeno lui si impegna. Casomai Riise…
TOTTI:
Quando rise? Alla fine daa partita?? E te sembra normale??
SPALLETTI:
No Francè, quando fai così sei tu che non mi sembri normale. Tu mi devi ascoltare perché io non ce la faccio più, mi pare di avere tutti contro…
TOTTI:
Tutti chi? Famme n’artro nome che te dico si ciai ragione.
SPALLETTI:
Okaka.
TOTTI:
Nun me scappa, ma grazie.
SPALLETTI:
Eddai Francè!!
TOTTI:
…………..
SPALLETTI:
Mò che stai facendo?
TOTTI:
ME STO A SFORZA’…… MA NUN ME RIESCE…. Però ho cacciato tutti fori de casa, è già un progresso….
SPALLETTI:
Vabbè Francè, io ti saluto… ammazza oh, pure qua è arrivata la puzza… ma c’hai mangiato, topi morti?
TOTTI:
No è che ciò un po’ de probblemi intestinali… me sa che è tutta colpa der tonno che me so magnato l’artro ieri, c’avevo fame e ho trovato ‘sta scatoletta in cantina….
SPALLETTI:
In cantina?? Ma l’hai guardata la scadenza?
TOTTI:
Me piji pe’ scemo? Eccerto che l’ho guardata…. C’era scritto: SCAD: 12.02…. ma ancora erano le undici e mezzo….

domenica 5 ottobre 2008

Dopo Il Pareggio Con Il Lecce Lotito Chiama Rossi

ROSSI: Pronto?
LOTITO: Ah Dè, bonasera.
ROSSI: Veramente mi chiamo Delio, non Adelio.
LOTITO:E io cò detto? Che sei pure sordo? Amò pareggiato cor Lecce Ah Dè, nun faccio in tempo a favve li complimenti che me deludete subbito…
ROSSI: Non siamo riusciti a vincere stasera, è vero, però abbiamo giocato bene…
LOTITO: Nun me infinocchi ah Dè, noi dovemo da vince er campionato, ‘a ciempions l’anno prossimo e er pallone d’oro tra tre anni…. Ce senti?
ROSSI: A chi lo vuol far vincere il pallone d’Oro Presidente? A Pandev? A Zarate? A Rocchi?
LOTITO: No, er pallone moo pijo io, così si è dd’oro pè ddavero oo rivendo ar rigattiere de porta Pia.
ROSSI: Ma… non si è mai sentito di un Presidente che vince il pallone d’Oro!
LOTITO: A mee moo devono da da pe’ forza, so er Presidente c’aa portato ‘a Lazzio mia ner calcio che conta… artro che Cragnotti, come me so spalmato li debbiti me spalmo pure a lui!
ROSSI: Grande… lei si che è un Presidente vulcanico…
LOTITO: No, io so tettonico, ner senso che me piacciono ee tette. Soprattutto si so’ rifatte.
ROSSI: Eheheh…. grande….
LOTITO: Ma che tte ridi? Sappi che “Homo proponit sed Lotito disponit”.
ROSSI: Mi dispiace Presidente, non mastico il Latino.
LOTITO: c’hai probblemi co li denti?
ROSSI: Con che?
LOTITO: Ecchennesò, m’ai detto te che nun riesci a mastica’ in Latino…
ROSSI: Non mastico IL Latino, non IN Latino.
LOTITO: Ma che tte sei magnato er libbro?
ROSSI: Si vabbè, lasciamo perdere. Mi dica Presidente, è contento del rendimento di Zarate?
LOTITO: E moo chiedi pure? Zarate è la stella der firmamento biancoceleste, capace pure che ce esce fori qualche bona pjotta l’anno prossimo, quando glie dovrò nega’ pure a lui er rinnovo der contratto.
ROSSI: Ma non si potrebbe provare a trattenerlo?
LOTITO: Aaaahhh tascabbucata, sappi che io ciò da pagà li debbiti de Micragnotti fino ar 2060, nun è che posso fini in mezzo aa strada pe’ fa’ divertì a voiartri… “Lotito sine pecunia est imago mortis”.
ROSSI: E per quanto riguarda Ledesma? Non si può provare a ricucire?
LOTITO: Ma che tte cuci, aò ma che m’hai preso per sarto?
ROSSI: Parlavo del rapporto, Presidente.
LOTITO: C’hai avuto un rapporto co’ Ledesma??? Ah Dè me fai proprio schifo, ma che too sei trombato sotto la doccia??
ROSSI: Presidente per favore, cerchi di concentrarsi… potremmo provare a trattenere almeno Ledesma?
LOTITO: Nun è che io mooo devo da tenè solo perché te vuoi avecce l’amichetto vicino… io devo da pensa pure a li interessi d’aa Lazzio.
ROSSI: Va bene, va bene, cambiamo argomento… Ballotta mi ha detto che dovete incontrarvi, vuole parlare del suo futuro nella Lazio.
LOTITO: Nun c’è probblema, ciò già pensato io, quanno ooo rivedi mannamelo su in ufficio che ciò pronto er rinnovo fino ar 2015.
ROSSI: Fino al 2015? Ha intenzione di dedicargli lo stadio?
LOTITO: Noo, o stadio moo faccio dedica a me, devo solo da metteme d’accordo co’ Totti…. Già moo vedo, benvenuti allo “stadio Olimpico Claudio Lotito, l’ottavo Re de Roma, er principe de Trastevere, er Capitano d’aa Tibburtina, er magnate de li colli, er…”
ROSSI: Mi sa che è un po’ troppo lungo, quando hanno finito di pronunciarlo tutto è finita la partita.
LOTITO: C’hai ragione ah Dè, e poi dovemo da risparmia, nun sé po’ spenne li soldi pe’ fa appiccica tutte ‘ste lettere sull’insegna fori doo stadio…. Ooo chiamamo S.O.C.L., tanto se capisce lo stesso…… LOTITO, In saecula saeculorum.

giovedì 11 settembre 2008

Mourinho Chiama Moratti: Problemi Con Mancini

MORATTI: Pronto?
MOURINHO: Buonasera Presidente, sono The Special One.
MORATTI: Ehh? Guardi, il fatto che io compri tutti giocatori stranieri non significa che sappia parlare anche le loro lingue, altrimenti sarei poligrotta.
MOURINHO: See, e policaverna.
MORATTI: Badi a come parla.
MOURINHO: Presidente, io non sono un pirla!
MORATTI: Neanch’io sono Pirlo, sono Massimo Moratti, Presidente dell’Inter.
MOURINHO: Insomma, sono Josè Mourinho!
MORATTI: Ah, buonasera…. Piacere, Massimo Moratti, Presidente dell’Inter.
MOURINHO: Questo lo ha già detto.
MORATTI: Ah davvero? Comunque mi fa piacere sentirla, avrei giusto una bella proposta da farle: vorrei che diventasse l’allenatore dell’Inter.
MOURINHO: Ma…. guardi che io sono già l’allenatore dell’Inter, mi avete assunto a giugno!
MORATTI: Davvero??? Maledetto Branca, fa tutto da solo e non mi dice niente… e Mancini???
MOURINHO: Lo abbiamo comprato ad agosto.
MORATTI: Un’altra volta? Ma era già nostro! Lo dobbiamo ricomprare tutti gli anni?? Tanto costa poco…
MOURINHO: Veramente io sapevo che era della Roma.
MORATTI: Ma che Roma e Roma, casomai della Lazio, è da li che lo abbiamo preso.
MOURINHO: Comunque sia, adesso è un nostro giocatore.
MORATTI: Giocacheeee?????? Cioè, adesso si è pure rimesso a giocare????
MOURINHO: Perché, aveva smesso?
MORATTI: Ma se sono anni che non corre più per il campo…
MOURINHO: Sì beh, questo me n’ero accorto pure io, ma ho dei sistemi di allenamento stupefacenti che lo faranno tornare come nuovo.
MORATTI: L’importante è che non gli guastiate la pettinatura, a me piace tanto con quel bel ciuffo biondo.
MOURINHO: Guardi che è moro.
MORATTI: Come moro? Adesso si è pure tinto?? Ma come, faceva tanto pendant quel biondo cenere con quella bella faccina bianco-pallida…
MOURINHO: Guardi che è mulatto.
MORATTI: Pure mulatto è diventato?? Se lo sapevo assumevo anche Michael Jackson… ma pensa te, si mette a fare queste cose a 43 anni suonati… mah!
MOURINHO: Come 43 anni? Sulla carta d’identità c’è scritto 29…
MORATTI: Sì vabbè, quello è merito di Oriali, gli anni in meno gli servivano per mantenere il conto studenti in banca.
MOURINHO: Bella pensata davvero… hai capito, Amantino…
MORATTI: Amantino lo dici a tuo nonno. Che razza di offesa è?
MOURINHO: Cosa? Quale offesa, io parlavo di Mancini…
MORATTI: Ancora peggio, non mi pare corretto insultare le persone quando non sono presenti.
MOURINHO: Ma guardi che Amantino non è un’offesa, è il suo nome.
MORATTI: Il nome di chi?
MOURINHO: Di Mancini. Si chiama Amantino Mancini.
MORATTI: Caspita, non pensavo che Oriali arrivasse pure a cambiargli il nome.
MOURINHO: Gli ha cambiato il nome? Ma che siete, una squadra di calcio o una filiale del KGB?
MORATTI: Se vuoi possiamo cambiare pure il tuo, in effetti Josè sembra il nome di un pappagallo più che di un cristiano.
MOURINHO: No grazie, io per tutti sono Josè Mourinho, The Special One, la mia faccia è conosciuto in tutto il mondo.
MORATTI: Beh, volendo possiamo cambiarti anche i connotati, paghiamo Materazzi proprio per quello…
MOURINHO: No no, grazie dell’offerta ma non mi interessa, la terrò presente in futuro casomai dovessimo uscire dalla Champions contro una squadretta, sa com’è, vorrei evitare l’ira dei tifosi…
MORATTI: Oh, ma quale ira, ci sono abituati ormai…

domenica 24 agosto 2008

Vertice Juve Per Decidere Le Sorti Di Tiago

SECCO: Pronto?
RANIERI: Ciao Alessio, sono Ranieri.
SECCO: Ma chi, il cantante? “’O surdato nnamuratooo”...
RANIERI: No, l’allenatore.
SECCO: Ah, non sapevo che avevi iniziato anche ad allenare… vuoi venire alla Juve?
RANIERI: Sono Claudio, Alessio.
SECCO: Mmmmhhh… no, non conosco nessun Claudio Alessio.
RANIERI: Non Claudio Alessio, Claudio e basta.
SECCO: “E Basta” è il cognome?
RANIERI: Ossignore… sono Claudio Ranieri.
SECCO: Hai cambiato nome all’anagrafe?
RANIERI: Alessio, non sono Massimo Ranieri. Sono Claudio Ranieri, il coach della Juve.
SECCO: Il che??
RANIERI: L’allenatore.
SECCO: Ah… potevi dirlo prima! Qual buon vento?
RANIERI: Scirocco, d’estate tira solo quello.
SECCO: Beh, se è per questo anche Lapo tira d’estate.
RANIERI: Ma lui tira anche d’inverno.
SECCO: Sì vabbè, ma perché mi hai chiamato?
RANIERI: Perché abbiamo un problema che va risolto.
SECCO: Ah sì, l’ho fatto leggere a Blanc ma lui le equazioni non se le ricorda.
RANIERI: Non parlavo del problema di matematica di mio nipote, parlavo di Tiago.
SECCO: Anche Tiago frequenta le elementari? Ma quante volte lo hanno bocciato??
RANIERI: Alessio, il problema è che non c’è verso di fargli cambiare aria.
SECCO: Beh, se è tutto qua il problema potremmo aggiungere del cianuro alla bombola d’ossigeno.
RANIERI: Bisogna cederlo assolutamente, voglio acquistare Aquilani al suo posto.
SECCO: Niente da fare, la Roma non lo vende.
RANIERI: Ah, hai già parlato con Rossella…
SECCO: No, ho parlato con Totti, è lui che fa il mercato della Roma.
RANIERI: E che mi dici di Ledesma?
SECCO: Ne ho discusso con Lotito ma mi ha risposto che Ledesma per la Lazio vale quanto Cristiano Ronaldo per il Manchester, per cui se lo vogliamo acquistare il prezzo è lo stesso del calciatore Portoghese.
RANIERI: Ho capito. Stankovic allora?
SECCO: Moratti ce l’avrebbe anche dato, però poi è intervenuto Mourinho che ha detto “Non possiamo affidare il mercato ad uno che a 70 anni non ha ancora vinto un c***o” e la trattativa è saltata.
RANIERI: Mmmh. Chi ci resta allora?
SECCO: Tiago. Possiamo cederlo in prestito all’Atletico Madrid e poi lo riacquistiamo a prezzo maggiorato il 31 agosto un’ora prima della chiusura del mercato, almeno faremo contenti i tifosi che si aspettano un altro acquisto.
RANIERI: Geniale. A questo punto direi che la rosa è al completo, siamo pronti per affrontare la stagione che sta per iniziare.
SECCO: Sì, concordo. E come direbbero i tifosi, speriamo di andare a Roma a maggio…
RANIERI: Non c'è problema, io ho una casa a Testaccio e posso ospitarne almeno un centinaio... solo che per visitare la capitale è meglio agosto, c'è meno traffico.


domenica 20 luglio 2008

Totti-Poulsen, Tentativi Di Chiarimento

TOTTI: Pronto?
POULSEN: Buonasera Francesco, sono Christian.
TOTTI: Ah Christian, e da quando me dai del lei?? Scianelle sta li co’ te?
POULSEN: Chi???
TOTTI: Come chi? Tu sorella!!
POULSEN: Credo ci sia un equivoco…
TOTTI: Chi è questo??? E te la lasci co ‘no sconosciuto???
POULSEN: Francesco, sono Christian Poulsen.
TOTTI: E che cce fai cor telefono de’ mi fjo??
POULSEN: Mah… veramente questo telefono è mio.
TOTTI: Si vabbè, ma te che voi? Com’è che me stai a chiamà?
POULSEN: Volevo tenderti la mano.
TOTTI: Pè telefono? E che c’hai li bracci de gomma?
POULSEN: No, ma in senso metaforico.
TOTTI: Metacheee?? Ah Gambadilegno, ma com’è che ‘o parli già così bene l’Italiano che io so’ trent’anni che ce provo ma nun ce riesco?
POULSEN: Me l’ha insegnato Gattuso l’ultima volta che ci siamo affrontati.
TOTTI: Gattuso? Tanto valeva se too facevi insegna’ da Biscardi.
POULSEN: Comunque, che ne dici se ci mettiamo una pietra sopra?
TOTTI: Su Biscardi? Per me ce poi pure costrui’ ‘na reggia.
POULSEN: No, intendevo dire se eri d’accordo a lasciarsi tutto alle spalle.
TOTTI: Io alle spalle nun ce lascio proprio niente, nun vojo avè brutte sorprese.
POULSEN: Insomma, ti va di fare la pace?
TOTTI: Ah Uomo Tigre, spalanca le orecchie perché me devi da sentì bene: io co’ te ee paci nun le faccio, ‘a prossima volta che se vedemo te ricopro de bava che devi da sembra un neonato co aa placenta.
POULSEN: D’accordo Francesco, allora ti avviso che la prossima volta che ci incontriamo sarà anche l’ultima.
TOTTI: Aa prossima volta che se vedemo t’appiccico come l’uomo ragno.
POULSEN: La prossima volta che ci incontriamo nascondi un rosario nei calzettoni.
TOTTI: Forse nun hai capito, ah Rocky, io te incollo ar prato.
POULSEN: Io al prato gli lascio le tue lastre.
TOTTI: Io te tiro uno sputo che te cambia er colore de li capelli.
POULSEN: Io ti faccio un braccio teso che ti fa girare come uno spiedino.
TOTTI: Bene Puzzen, me pare che se semo detti tutto, mò poi pure ridà er telefonino a mi fjo e annà velocemente affan….
POULSEN: Un’ultima cosa Francesco: per caso, ce l’hai una sorella?
TOTTI: Perché moo chiedi?
POULSEN: No niente, per curiosità, è un trucchetto che mi ha insegnato Materazzi…